Gasparri: «No al tetto alle star in Rai? Viale Mazzini rinunci al Giro d’Italia»

«Mercoledì in commissione di Vigilanza, il consigliere Rai Guelfo Guelfi ha quantificato in ventiquattro milioni il costo che la Rai dovrebbe sostenere per pagare oltre il tetto le principali star che lavorano sui suoi canali. La tesi di Guelfi è che, in fondo, si tratta di una cifra sostenibile. Benissimo. Partiamo allora da questa valutazione per lanciare una pubblica proposta. Se si vuole discutere del superamento dei tetti, si diano degli esempi». Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri interviene sulla vicenda del tetto alle star che lavorano in Rai. 

Tetto alle star, Gasparri: la Rai non faccia più dumping 

«Per recuperare i ventiquattro milioni – spiega l’azzurro – basta evitare di fare un regalo al gruppo Rcs, tra l’altro in questo momento di proprietà di un concorrente diretto della Rai, per il Giro d’Italia. La Rai aumenta la spesa da cinque a dodici milioni annui per i diritti della corsa. Sono sette milioni in più che ammontano quasi a un terzo dei ventiquattro di cui parla Guelfi. La Rai, poi, la smetta di fare dumping sulla pubblicità. Se servono soldi per pagare star e fare un servizio migliore, si evitino gli sconti dell’80, 90 per cento della pubblicità che fanno perdere soldi. Anzi, su questo punto credo sia tempo di avanzare una formale denuncia nelle sedi penali e alla Corte dei Conti nei confronti del dg ma anche dei consiglieri che dovessero continuare a tacere. La svendita della pubblicità rappresenta una concorrenza sleale a tutto il sistema della comunicazione e una distruzione del valore della Rai. Chi la attua compie un reato», rimarca Gasparri. «Pertanto, se si chiedono soldi per le star, si usino bene le risorse a disposizione, senza regali. Oggi stesso, prendendo esempio dal consigliere Messa, prenderò carta e penna per indirizzare alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica le opportune segnalazioni. Se i consiglieri non vogliono finire sulla graticola insieme al dg – conclude il vicepresidente del Senato – parlino chiaro su questi temi».