Gasparri: «Bravo Toti, la tua legge sulle spiagge apripista per la tutela»

“Mentre il governo prepara un provvedimento che penalizza fortemente gli addetti ai lavori e ipotizza addirittura il raddoppio del canone di concessione, dalla Regione Liguria arriva una vera legge che tutela le aziende balneari”. Lo dichiara Maurizio Gasparri (Forza Italia), che aggiunge: “La proroga di 30 anni per le concessioni prevista dalla regione guidata da Giovanni Toti con il supporto dall’assessore Marco Scajola da sempre vicino alle battaglie della categoria, è la soluzione attesa da centinaia di famiglie minacciate, oltre che dall’Europa della Bolkestein, anche da un governo che non ha alcuna considerazione per i sacrifici e gli investimenti dei lavoratori balneari”. “Nonostante alcuni esponenti di associazioni di settore continuino a sostenere questo sconsiderato provvedimento -prosegue – la base ha più volte dimostrato, nei tanti incontri tenuti in giro per l’Italia anche con l’amico Scajola, di non essere d’accordo e di volere l’esclusione
della categoria dalla direttiva Bolkestein così come avviene negli altri Paesi europei in cui il turismo balneare è una risorsa”. “La legge ligure è certamente una buona risposta per tutti gli operatori e potrà fare da apripista per tutte quelle amministrazioni che vogliono tutelare le proprie aziende e il proprio turismo”,
conclude il vice presidente del Senato. 

I sindacati attaccano la legge sulle spiagge del governo

Qualche perplessità sull’operato del governo giunge anche dagli operatori del settore. “No all’aumento incondizionato dei canoni demaniali”. A dirlo Riccardo Borgo, presidente del Sib, Sindacato italiano balneari, aderente a Fipe-Confcommercio commentando il Def. “Sorprende – spiega – che in questa parte del documento una specie di previsione, del tutto estranea ai contenuti del disegno di legge, con la quale si immagina che qualora si provvedesse, come unica misura di revisione, al rialzo dei parametri per il calcolo dei canoni, (importi al metro quadrato), si potrebbe avere un raddoppio del gettito rispetto a quello incassato negli ultimi anni”. Metodo che, “se adottato, farebbe venir meno – avverte – quella necessità di riequilibrio rispetto all’attuale sistema di calcolo, chiaro obiettivo della proposta di riforma, e che fa sorgere, in una categoria già in fortissima tensione, il dubbio, se non la certezza, che troppo spesso ci siano forti e incomprensibili discrasie tra gli obiettivi politici annunciati e i documenti tecnici che dovrebbero supportarli”.