Gasdotto Tap, blitz della polizia con le ruspe. Spostati gli ultimi otto ulivi

Conclusa la rimozione degli ulivi nella zona del cantiere per la realizzazione del gasdotto della Tap (che porterà in Italia il gas dell’Azerbaijan) a San Foca di Melendugno nel leccese. Nella notte uno schieramento imponente di forze dell’ordine si è concentrate a Lecce e ha raggiunto in massa località San Basilio, dove da quarantadue giorni è attivo un presidio di manifestanti contro la costruzione dell’infrastruttura. Diverse decine di attivisti sono stati bloccati all’interno del terreno privato, all’ingresso del cantiere, che era stato trasformato in presidio. Solo l’utilizzo di ruspe fotoelettriche e l’intervento dei vigili del fuco ha permesso di liberare le strade interpoderali, sulle quali nei giorni scorsi erano state rette barricate (con pietre e altri oggetti di fortuna) per rallentare l’accesso dei mezzi Tap. L’operazione si è conclusa con la rimozione degli ultimi otto alberi di ulivo già zollati che sono stati spostati in un’altra area, attigua a quella in cui si trovavano. Gli alberi spostati di 300 metri a bordo di camion verranno messi a dimora in alcuni grossi vasi. Secondo i manifestanti in questo blitz è stato eradicato anche un albero di cui non era previsto lo spostamento.  In totale erano 211 gli alberi da espiantare in questa prima fase di lavori (2000 per la realizzazione complessiva dell’opera) e, secondo gli impegni della società, tutti saranno ripiantati al loro posto a interventi conclusi. Il cantiere di Melendugno è stato aperto il 17 marzo e le attività delle ditte incaricate da Tap di espiantare gli ulivi e trasferirli in un sito di stoccaggio sono state ostacolate da continue manifestazioni.