G8 di Genova, il governo cede alle richieste e risarcisce gli “attivisti”

Furono oggetto di “maltrattamenti” della polizia nella caserma di Bolzaneto, anche secondo il governo italiano, che ha ceduto alle richieste e ha preferito trovare un accordo. Ecco perché Mauro Alfarano, Alessandra Battista, Marco Bistacchia, Anna De Florio, Gabriella Cinzia Grippaudo e Manuela Tangari, gli attivisti che avevano fatto causa allo Stato italiano per i fatti accaduti al G8 di Genova il 21 e il 22 luglio del 2011, saranno risarciti con 45 mila euro ciascuno per danni morali e materiali e spese processuali. Lo rende noto la Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo, che già nel 2015 aveva censurato le azioni delle forze dell’ordine italiane nell’irruzione alla Diaz il 21 luglio 2001. I giudici di Strasburgo in quell’occasione condannarono l’Italia non solo per il pestaggio subìto da uno dei manifestanti (l’autore del ricorso), ma anche perché non ha una legislazione adeguata a punire il reato di tortura. La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, oggi,  ha invece preso atto “della risoluzione amichevole tra le parti” e ha chiuso il caso. Nell’accordo il governo italiano ha “riconosciuto i casi di maltrattamenti simili a quelli subiti dagli interessati a Bolzaneto come anche l’assenza di leggi adeguate” e “si impegna a adottare tutte le misure necessarie a garantire in futuro il rispetto di quanto stabilito dalla Convenzione europea dei diritti umani, compreso l’obbligo di condurre un’indagine efficace e l’esistenza di sanzioni penali per punire i maltrattamenti e gli atti di tortura”. Nulla, invece, sulle devastazioni che i black bloc e i no global fecero della città di Genova: mai un euro è stato versato per risarcire la città e i cittadini, tantomeno per i mezzi della polizia datiate fiamme.