Francia, Gasparri: «I gollisti facciano autocritica per il fallimento di Fillon»

C’è rammarico presso vari esponenti di Forza Italia per i deludente risultato in Francia del candidato dei gollisti Francois Fillon. Sul tema intervengono in particolare Maurizio Gasparri e Renato Schifani.  «Sono i gollisti – dice Gasparri – a dover fare la più  severa autocritica dopo i risultati del primo turno delle elezioni  presidenziali francesi. Il fallimento di Hollande consegnava al centrodestra classico una vittoria scontata, vanificata da errori  accumulati negli anni. In tanti avevano bocciato già alle primarie  l’ostinazione di Sarkozy che si era trasformato, da gendarme della  Francia quale sembrava essere, nel marito di Carla Bruni e nel  valletto di Merkel». 

Secondo il vicepresidente del Senato, Fillon aveva sì contenuti «eccellenti», ma doveva prendere atto che la vicenda Penelope lo aveva gravemente danneggiato e non doveva pertanto insistere ostinatamente sulla sua candidatura. La partita dei gollisti ora si sposta, secondo Gasparri, sulle legislative dell’11 giugno: «Se  accantoneranno Fillon e faranno proposte adeguate potranno controllare il Parlamento francese e quindi il governo, chiunque sieda  all’Eliseo».

Sbaglia però, secondo l’esponente di FI, chi sottovaluta il significato dei voti  andati a Le Pen. «I temi della sicurezza, dell’immigrazione  – sottolinea Gasparri – in tutta Europa entrano prepotentemente  nell’agenda politica. Un centrodestra classico, quindi, a guida  moderata, non dovrà però rinunciare a essere tonico, in Italia  soprattutto, mettendo i temi della sicurezza e del contrasto  all’immigrazione come assoluta priorità del proprio programma. Così come la difesa della famiglia e dell’impresa».

Da parte sua, Schifani ritiene che gli elettori francesi non abbiano compreso l valore di Fillon. «Era senza ombra di dubbio il miglior candidato alla presidenza della Repubblica francese.  Dispiace che gli elettori non lo abbiano capito e che lo abbiano  punito per un piccolo scandalo, una bomba a orologeria montata ad arte da avversari politici e organi di stampa. Un modo di screditare gli  esponenti politici che in Italia conosciamo bene e che tanti danni  hanno causato anche alla politica italiana».