Fortuna, l’orco confessa: «Ho abusato dell’amichetta e la mamma lo sapeva»

Colpo di scena al processo sul delitto di Fortuna Loffredo, la bimba di 6 anni precipitata nel vuoto tre anni fa nel parco Verde di Caivano. L’udienza oggi salta per lo sciopero della Camera penale di Napoli, ma mentre l’aula si svuota, come riporta il Messaggero, Raimondo Caputo detto Titò, imputato di omicidio e abusi sessuali, si è dichiarato disposto ad ammettere nella prossima udienza del 2 maggio di aver abusato dell’amica del cuore di Fortuna. La ragazzina, che ha undici anni, è la prima figlia di Marianna Fabozzi (ex convivente di Caputo, imputata nello stesso processo in concorso per il reato di violenza sessuale) grande accusatrice di Caputo. 

Delitto Fortuna, Titò confessa di aver molestato l’amichetta

Titò per la prima volta confessa di averla molestata; e lo fa, se pure in maniera informale, di fronte al procuratore aggiunto Domenico Airoma. «Dottò, ve lo ripeto. Sono un ladro, e qualche volta lo ammetto ho toccato l’amica del cuore di Fortuna». E poi arriva un’altra rivelazione. «Lo facevo e lo sapevano in casa. Sia Marianna, la madre della bimba, che la nonna Angela Angelino», quest’ultima già denunciata per falsa testionianza nel corso del processo. «Lo sapevano e non dicevano niente, dottò». Titò, che si era sempre dichiarato innocente rispetto alle accuse di pedofilia, per la prima volta da tre anni a questa parte esce allo scoperto con una confessione clamorosa che spazza via la sua precedente dichiarazione spontanea in aula, quando qualche mese fa ripeteva «non sono uno che guasta i piccirilli».