Famiglia rom in manette: donna ridotta in schiavitù e costretta a mendicare

Giovane romena costretta a chiedere l’elemosina: la polizia di Firenze la libera e arresta i responsabili. In manette tre connazionali della vittima, tutti accusati di riduzione in schiavitù. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa nei confronti di due uomini e una donna – tutti di nazionalità romena – accusati, in concorso tra loro, di aver ridotto in schiavitù una 22enne, loro connazionale e moglie di uno degli arrestati.

La ragazza ridotta in schiavitù e picchiata

Le indagini hanno consentito di accertare che la ragazza, arrivata in Italia l’estate scorsa, sarebbe stata minacciata e costretta, dal marito e dai parenti acquisiti, a mendicare per le strade e le piazze della città di Firenze. Era stata costretta a chiedere l’elemosina ogni giorno, dalle otto del mattino alle quattro del pomeriggio, nei giorni feriali in prossimità di un semaforo di piazza Dalmazia, mentre la domenica veniva fatta posizionare all’ingresso di una chiesa, sempre nella stessa zona. Solo ad inizio anno, però, la ragazza, stanca delle continue angherie, minacce e violenze subite, ha trovato il coraggio di denunciare alla Polizia quanto subito nel corso di sette lunghi mesi, durante i quali, spesso, è stata anche picchiata dal connazionale al quale è legata secondo il tradizionale rito delle famiglie rom. Secondo quanto accertato dagli investigatori, per obbligare la 22enne a chiedere soldi in strada, si sarebbero ripetute nel tempo una lunga serie di minacce rivolte anche verso i due figli piccoli della donna, rimasti nella loro terra natia e per i quali la madre cercava, spesso, di trattenere qualche risparmio, mentre gran parte dei proventi della sua attività – tra i 30 e i 70 euro giornalieri – sarebbero poi finiti nelle tasche del marito e dei parenti di ques’tultimo. -Al termine dell’inchiesta, sono finiti in manette il marito 21enne della vittima, il suocero di 38 anni e la nonna acquisita di 60.