“Fa ingrassare”. L’ultima follia del governo: tassare la Coca Cola

Scoppia nuovamente il caso della tassa sulla Coca Cola.  Il governo sta mettendo a punto il documento che dovrebbe servire a recuperare i 3,4 miliardi di euro richiesti dall’Europa per evitare una procedura di infrazione. E per fare cassa s’inventa di tassare il consumo delle bibite gassate.  Repubblica racconta oggi che nel governo si pensa di aumentare le tasse per le bevande ad alto contenuto di zucchero come la Coca Cola.  Secondo le stime degli esperti dal nuovo prelievo fiscale lo Stato dovrebbe ricavare circa 200 milioni di euro. La misura è fortemente sospettata di essere una risposta alle politiche protezioniste di Donald Trump. 

La tassa sulla Coca Cola: un inutile balzello

La misura già ribattezza “anti-Coca Cola” è stata subito oggetto di un fuoco di sbarramento da parte delle lobby  internazionali delle bevande gassate. E a quanto scrive Repubblica, anche  il viceministro dell’Economia, l’alfaniano Luigi Casero si è messo di traverso. La tassa esiste già in altri Paesi, ed è passata sempre come norma per combattere l’obesità. A fare da apripista nel mondo era stata Berkeley in California, centro di piccole dimensioni noto per essere una delle patrie della controcultura. La scorsa estate era stata la città di Filadelfia a imporre la tassazione con l’intenzione di contrastare il consumo di questo tipo di bevande. In Italia è da qualche anno che si parla di tassare la Coca Cola. Nel 2012  il ministro della Salute, Renato Balduzzi  aveva infilato la norma nel decretone. Ma era stata “sgasata” dalle opposizioni di centrodestra perché si trattava di un altro inutile balzello che andava a colpire le famiglie e i consumi.