Su Equitalia e legittima difesa doppio “avviso” della Meloni al governo

Un doppio appello al governo affinché passi finalmente dalle parole ai fatti. Sono soprattutto due le questioni che, a nome di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale Giorgia Meloni sottopone via social all’attenzione dell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni: “rottamazione” delle cartelle Equitalia e legittima difesa. Due temi di largo impatto popolare che animano non solo il Palazzo della politica ma anche le aspettative dell’opinione pubblica, ma che trovano paradossalmente impreparato lo stesso governo.

Meloni: «Proroga di un anno e più rate»

È il governo che ha deciso la “rottamazione”, ma è lo stesso a non avere adesso contezza che in mancanza di ulteriori iniziative quello che – nelle intenzioni di Palazzo Chigi – doveva essere una mano tesa ai contribuenti in difficoltà rischia di trasformarsi in una presa micidiale. Da qui l’appello al governo, via Facebook, della Meloni a dare a quanti più cittadini possibile la possibilità di aderire alla “rottamazione” delle cartelle. Come? Prorogando di un anno il termine ora fissato al 21 aprile e aumentando da 5 a 15 il numero di rate per estinguere il debito: «Il caos e le file interminabili agli sportelli, il numero di rate troppo basso e i tanti problemi burocratici – ha scritto la leader di FdI-An – stanno di fatto impedendo a moltissimi cittadini di fare domanda. Bisogna evitare a tutti i costi che gli italiani subiscano questa ennesima beffa e che lo Stato impedisca loro di uscire da questo incubo».

«Tutela dei cittadini: la proposta c’è già»

Il secondo “avviso ai naviganti” la Meloni lo indirizza al ministro Enrico Costa, di Alternativa popolare, che in un’intervista si era detto d’accordo sulla necessità di riscrivere la legge sulla legittima difesa con norme più chiare per evitare «ambiguità giurisprudenziali». Esattamente quel che da tempo sostiene sostiene FdI-An. «Evidentemente – ha ironizzato la Meloni – il ministro non si è accorto che quelle norme sono già contenute nella proposta di legge di Fratelli d’Italia che giace in commissione da mesi ed è stata affossata dalla maggioranza che sostiene il suo governo. Il ministro sia coerente con le  faccia approvare la nostra proposta. Vogliamo – conclude l’ex-ministro per la Gioventù – che il Parlamento sancisca una volta per tutte che la difesa è sempre legittima».