Effetto “Dj Fabo”: boom di richieste in Italia, decine di malati vogliono morire

La vita sembra improvvisamente valere un po’ di meno, da quando in Italia la vicenda di Dj Fabo è stata raccontata dai Radicali come una storia di “liberazione” dal dolore e dalla sofferenza. Al punto che oggi, non si sa se per effetto della campagne pro-eutanasia o per reale gravità delle condizioni dei malati, c’è da registrare un aumento preoccupante delle richieste di informazioni su come ottenere suicidio assistito in Svizzera. Lo sostiene l’Associazione Exit Italia (Associazione italiana per il diritto a una morte dignitosa), secondo cui in questi primi mesi le persone seguite dall’associazione sono già 37, tra queste Davide, malato di sclerosi multipla dal 1993, oggi in viaggio verso Basilea con Mina Welby, per sottoporsi al suicidio assistito. Mentre in tutto il 2016 sono state 50 le persone che hanno deciso di andare a morire in Svizzera. A tracciare il quadro Emilio Coveri presidente e fondatore di Exit Italia che lamenta le mancate risposte della politica italiana. E si appella a Beppe Grillo (che si è recentemente espresso a favore della libertà di scelta in tema di eutanasia) a cui Coveri proporrà l’idea progetto di legge, al centro domani di un incontro a Perugia. «È evidente che c’è una aumento esponenziale delle richieste, ed è preoccupante», dice Coveri.  Più in generale sono “90 al mese i cittadini italiani – ricorda Coveri – che chiamano l’associazione Exit Italia per chiedere di avere informazioni sul suicidio assistito in Svizzera. E mi è capitato anche di ricevere due richieste per pazienti minorenni, da parte di genitori disperati. Naturalmente, per loro non abbiamo potuto fare nulla”. Secondo l’esperto, il problema non sono gli italiani che forse con troppa leggerezza coltivano il “sogno” di farla finita ma il fatto che in Italia non esista una legge che autorizza l’eutanasia.