È morto Giovanni Sartori, il politologo che “massacrava” Renzi e la Kyenge

Otto lauree ad honorem, migliaia di comparsate (e litigate) in tv, centinaia di articoli scritto sul Corriere della Sera e sui più importanti giornali italiani, oltre a una fiorente attività accademica che aveva fatto di lui uno dei massimo politologi italiani e internazionale. Giovanni Sartori è morto a 92 anni, come annuncia proprio il quotidiano di via Solferino, in un tweet. «Il mondo è diventato così complicato che sfugge alla comprensione anche degli esperti», era una delle sue frasi leggendarie. E a chi un giorno gli chiese: “Dicono che lei sia un pò altezzoso?”, rispose: “Certi personaggi sono dei pigmei. È inevitabile guardarli dall’alto in basso”.

Al professor Sartori si deve anche una buona parte del ingaggio politico attuale, l’invenzione di termini come il “Mattarellum” o il “Porcellum”, riguardanti le leggi elettorali, ma il suo spirito critico era bipartisan e la sua lingua tagliente, sempre. Giovanni Sartori, padre della scienza politica italiana, uno dei massimi esperti a livello internazionale era emerito Professor in the Humanities alla Columbia University di New York, dove ha ricoperto la prestigiosa cattedra Albert Schweitzer, e professore emerito di scienza politica all’Università di Firenze. È stato insignito di otto lauree honoris causa e nel 2005 ha ricevuto il prestigioso Premio Principe delle Asturie, considerato il Nobel delle scienze sociali. Tra i numerosi titoli di cui andava fiero, quello di accademico dei Lincei. Sartori è deceduto nella sua casa romana nella notte tra domenica e lunedì scorsi, a causa di una crisi respiratoria, ma la notizia della scomparsa, è stata divulgata, per espressa volontà del defunto, solo tre giorni dopo la morte. Nato a Firenze il 13 maggio 1924, il politologo e sociologo non avrà nè funerali religiosi nè civili, sempre per sua volontà testamentaria. Nei prossimi giorni la salma sarà tumulata nella cappella di famiglia nel cimitero delle Porte Sante di Firenze, dove riposa un suo grande amico e collega, Giovanni Spadolini, ex presidente del Senato, che fu professore di storia nella sua stessa Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” all’Università di Firenze.

 

Un uomo bipartisan ma con idee di destra…

Nei suoi ultimi anni di vita, dopo aver  bacchettato a destra e sinistra praticamente tutti, Berlusconi compreso – definito il Sultano – il professor Sartori se la prendeva soprattutto con Renzi, in particolare sulle sue politiche per l’immigrazione: «È uno abile, furbo, però disposto a barattare tutto. Lo ius soli è un errore gravissimo. Sarebbe un disastro in un paese con altissima disoccupazione. Aumenterebbe le file dei lavoratori sottopagati e la delinquenza per le strade. La gente ormai ha paura ad uscire la sera». «Se entrasse in vigore – aggiunse Sartori alla Zanzara – aggraverebbe tutti i nostri problemi. Come idea è demente, perché lo ius soli è dei paesi sottopopolati che vogliono nuova popolazione, sarebbe l’ultimo colpo per consentire l’accesso a tutti, migranti e clandestini». Parole di fuoco anche sulla Kyenge: «La sinistra italiana ha perso la sua ideologia e ha trovato come alternativa il terzomondismo, che non ha nulla in comune con il vecchio credo comunista, ed è dannosissimo per il Paese. Io non sono mai stato di destra, ma non sto con una sinistra che fa ministro la Kyenge», disse.