Delitto Meredith: Sollecito chiede tre milioni di risarcimento alle toghe

Dopo aver trascorso quattro anni in carcere prima di essere riconosciuto innocente, Raffaele Sollecito presenta il conto alla magistratura: circa tre milioni di euro di risarcimento per una serie di “errori e travisamenti delle prove”. I suoi legali hanno fatto causa ad alcuni magistrati chiedendo tre milioni di euro in virtù della legge sulla responsabilità civile dei togati. A essere citati sono in nove tra giudici e pm ad essere stati citati. A occuparsi della richiesta sarà la corte d’Appello di Genova, competente perché gli ultimi giudici che hanno condannato Sollecito furono quelli fiorentini. Gli avvocati del ragazzo hanno inoltre fatto ricorso in Cassazione contro il no della Corte d’Appello di Firenze per la richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione. 

Sollecito presenta il conto alle toghe

Sollecito, infatti, aveva già avviato una richiesta di risarcimento da mezzo milione di euro per ingiusta detenzione che a febbraio gli è stata respinta. «I giudici – aveva commentato a caldo –  non hanno tenuto conto della sentenza della Cassazione che mi ha definitivamente assolto da tutte le accuse . Questa aveva infatti rilevato che ci sono state gravi omissioni e defaillance degli investigatori e dunque c’erano precise responsabilità’ nella fase delle indagini. Per questo sono sorpreso da una decisione che ancora una volta proviene da Firenze e che sembra non dare seguito a una chiara sentenza della Cassazione». Tra una serie di ribaltoni giudiziari e una pressione mediatica pesantissima, solo nel 2015 i due sospettati principali, Raffaele Sollecito e la statunitense Amanda Knox, sono stati assolti definitivamente dalla Cassazione per l’omicidio di Meredith Kercher, la  studentessa inglese di 22 anni che venne uccisa con una coltellata alla gola la sera del primo novembre del 2007 mentre era nella casa di Perugia dove trascorreva l’Erasmus.