Dal parlamento di Londra via libera alle elezioni anticipate nel Regno Unito

Il parlamento britannico ha approvato il progetto di legge della premier Theresa May per tenere elezioni legislative anticipate l’8 giugno, prima che entrino nel vivo i negoziati sulla Brexit. La mozione è stata approvata con 522 voti a favore e 13 contrari dopo un’ora e mezza di dibattito. May, il cui annuncio ieri è arrivato a sorpresa, aveva bisogno dell’avallo dei due terzi della camera bassa del Parlamento di Westminster per poter chiamare i britannici alle urne con tre anni di anticipo. Il via libera dei deputati era atteso dal momento che i principali partiti di opposizione si erano detti favorevoli allo scrutinio anticipato. Il leader del partito laburista Jeremy Corbyn si è subito detto favorevole alle elezioni pur sapendo che in caso di sconfitta, la sua, sarà la prima testa a cadere. I Labour hanno un distacco di oltre 20 punti dai conservatori negli ultimi sondaggi, una debolezza che Theresa May vuole sfruttare per consolidare la propria maggioranza.

Londra, dure critiche laburiste a Corbyn

L’appoggio alle elezioni anticipate è stato duramente criticato da alcuni deputati laburisti: la tornata elettorale rischia di decimare il drappello Labour ai Comuni. May infatti ha deciso, a sorpresa, di convocare le elezioni anticipate per rafforzare le sue posizioni in vista del Brexit, considerato come i sondaggi diano i laburisti ai minimi storici, anche a causa delle fortissime divisioni interne al partito guidato dal leader di sinistra. Per esempio, John Woodcock, un accanito avversario di Corbyn, ha annunciato che farà campagna elettorale per la sua rielezione ma non chiederà il voto per Corbyn premier che viene accusato di non avere un chiaro manifesto politico e di essere la causa del tracollo nei sondaggi. E diversi deputati hanno espresso al Guardian la preoccupazione per il modo in cui il leader laburista ha subito appoggiato l’idea di elezioni anticipate, convocate nei tempi scelti da May in un momento di enorme instabilità per il Paese a causa della Brexit.