Come Tienanmen: il Venezuela socialista sull’orlo dell’abisso (video)

Sembra strano che uno dei Paesi più ricchi di risorse del pianeta come il Venezuela, sia oggi ridotto a razionare cibo, carburante, elettricità e ogni genere di prima necessità. Come un Paese ricchissimo di petrolio, è il decimo produttore con 2,5 milioni di barili, di minerali preziosi come gli smeraldi, di cacao, cotone, frutta, caffè, canna da zucchero e quant’altro, possa essersi ridotto letteralmente alla fame, lo si deve a 18 anni di feroce dittatura chavista, un regime liberticida marxista, che ha sistematicamente distrutti l’economia del Paese. Prima Hugo Chavez, ex colonnello autore di un fallito golpe nel 1992, e poi Nicolas Maduro, attuale presidente, hanno messo in ginocchio il Venezuela con una politica economica fallimentare, corruzione a tutti i livelli, compresa la magistratura il cui capo oggi è un pregiudicato, accompagnate da una durissima repressione delle libertà individuali e della piazza. Le proteste pubbliche, gli arresti, gli omicidi da parte della polizia chavista, di cui i grandi giornali in Europa non parlano, vanno avanti da mesi: negli ultimi giorni tre inermi manifestanti sono stati uccisi nel corso di proteste popolari. I mass media europei probabilmente non vogliono screditare quella che sembrava una bellissima esperienza socialistoide, bolivariana, romantica, censurando il fatto che Chavez l’avesse trasformata in una delle peggiori dittature del mondo.

Milioni di persone ogni giorno sfilano contro il regime comunista

Ogni giorno in tutto il Paese centinaia di migliaia di persone affamate, povere, sfilano per le strade chiedendo la deposizione di Maduro, che si tiene stretto la poltrona ricorrendo alla repressione armata di esercito e polizia. Ieri ina donna sola con i capelli bianchi ha fermato un blindato della polizia, detti rinoceronti, tra il fumo dei lacrimogeni a Caracas. Il miracolo di Tienanmen, quando un ragazzo cinese fermò un caro armato del regime, si è ripetuto. La rivolta del Venezuela contro il presidente Nicolas Maduro ha da oggi il suo simbolo e la sua eroina, immortalata in foto e filmati che stanno facendo il giro del web. Nessuno conosce il nome di questa signora non più giovane, vestita con pantaloni neri, un camicione bianco, la bandiera venezuelana appoggiata sulle spalle e in testa, un cappellino con i colori nazionali. Ma molti l’hanno vista ferma davanti ad un blindato della Guardia Nazionale, che si copre il viso per difendersi dai lacrimogeni. Nel video si vede un agente della guardia fa capolino fuori dal blindato e ordina alla donna di spostarsi, mentre un secondo lancia una granata di gas lacrimogeno. Ma la donna non si muove. Allora il mezzo si sposta. La signora lo insegue e si para di nuovo davanti al blindato. Appoggia la fronte sul mezzo e aspetta, finché non viene arrestata e portata via in moto da due agenti. Intanto l’opposizione venezuelana ha annunciato per le prossime ore una nuova giornata di mobilitazione e proteste dopo quelle che hanno portato milioni di manifestanti in strada nei giorni scorsi e hanno fatto registrare violenti disordini e la morte di sette persone, tra le quali due studenti, uno di soli 17 anni e uno di 23 e di una guardia civil. “Se milioni di persone sono scese in strada oggi, ancora di più sono quelli che devono andare domani”, ha dichiarato il leader di opposizione Henrique Capriles annunciando le nuove manifestazioni contro il governo del presidente Maduro. Ci sarebbero finora 500 arresti nelle ultime settimane. La popolazione chiede le immediate dimissioni di Maduro, che è al potere da quattro anni, e nuove elezioni politiche. Il 29 marzo scorso Maduto ha effettuato un auto colpo di Stato togliendo ogni potere al parlamento, aiutato dalla magistratura.

(nel video, di tre anni fa, si vede un uomo che blocca i rinoceronti della polizia a Caracas)