Cannabis day a Milano. Uno dei corsi di coltivazione è patrocinato dal M5S (video)

C’è anche un Cannabis day italiano. A Milano al 420 Hempfest, rassegna su tutti gli usi terapeutici e non della canapa. Un megaspot per la legalizzazione insomma. Con semina proibita in piazza e il solito Marco Cappato che si fa identificare e si fa un po’ di pubblicità. Con il sindaco Giuseppe Sala che gioca a fare il tollerante e dice: che male c’è? Sono stato giovane anche io…

Ma oltre ai radicali anche il M5S sfrutta l’occasione per mettersi in mostra. Il Movimento ha infatti patrocinato un corso di coltivazione di canapa, introdotto dal parlamentare Giuseppe L’Abbate. Per lui nessuno scandalo nel partecipare a un’iniziativa del genere: “Sono eventi per fare informazione e per far sapere ai cittadini quali sono le potenzialità di questa pianta”. A suo avviso le polemiche di chi ha criticato l’evento sono inutili e sterili. L’Abbate è un tenace supporter della coltivazione della canapa, una pianta di cui non si stanca di declamare le meraviglie dalla sua pagina Fb. La prima legge sulla canapa industriale (con un basso livello di thc, la sostanza che rende psicotropa la pianta) in Italia è stata approvata qualche mese fa ed è stata proprio sostenuta dai Cinquestelle. 

Protesta invece la Lega, che annuncia un’interrogazione:  “Contro questa ideologia pro-droga – afferma Fabio Rolfi, presidente della commissione Sanità e Politiche sociali della Regione – serve maggior impegno da parte delle istituzioni. Per questo motivo, come commissione Sanità regionale, approveremo a breve un progetto di legge per istituire la ‘Giornata regionale per la lotta alla droga’, rispondendo così in maniera adeguata a chi sottovaluta o non considera il problema. Sostenere, come ha fatto il sindaco di Milano Sala che sia sbagliato vietare questo genere di manifestazioni senza prima valutare gli effetti della cannabis, è un insulto all’intelligenza. Se il primo cittadino di Milano volesse verificare gli effetti del consumo di droga sarebbe sufficiente visitasse qualche comunità di recupero; lì potrà rendersi conto facilmente di quali conseguenze causino certe sostanze”.