Cannabis, “Avvenire” attacca: «Politici antiproibizionisti, non fumatevi la testa»

«I politici favorevoli alla legalizzazione della cannabis conoscono i danni provocati nei consumatori? Forse i corifei radical-libertari che inneggiano allo spinello, e pretendono che sia considerato un “ricostituente psichico”, sono consumatori interessati? A mio avviso, sono incoscienti che parlano di libertà con parole in libertà. Ma quale libertà? Quella di danneggiare la salute di giovanissimi, giovani e adulti e di degradare la società?». Questo l’allarme che arriva dal quotidiano dei vescovi Avvenire  in un articolo a firma di don Chino Pezzoli, un parroco impegnato da molti anni sul fronte dell’assistenza ai giovani in difficoltà. 

Con parole semplici ma ispirate da una lunga esperienza sul campo, don Pezzoli smantella, pezzo dopo pezzo, l’intera ideologista antiproibizionista e i suoi apologeti in Parlamento.  «L’uso prolungato di cannabis  provoca sfiducia, ostilità e isolamento emotivo, impedisce che le relazioni avviate, sotto l’effetto della sostanza, divengano scelte e comportamenti consapevoli». È anche  accertato che la cannabis «apre spesso le porte alla cocaina e ad altre droghe più pesanti». Altro punto contestato su Avvenire è che la legalizzazione della droga toglierebbe spazio alle mafie. «Accanto al mercato legale ci sarà sempre anche quello mafioso, come accade per l’azzardo». 

Infine la demolizione dell’argomento più insulso, quello che vorrebbe legare la legalizzazione della cannabis al Prodotto interno lordo. «Davvero alcuni politici, con la liberalizzazione della cannabis, – si chiede in conclusione don Pezzoli –  pensano di ottenere la crescita di un punto percentuale di Pil? Si sono chiesti quanto vale, al confronto, la salute del cittadino? La marijuana libera è una sostanza “innocua” solo per quei politici che non hanno mai avuto a che fare con ragazzini di tredici-quattordici anni gravemente compromessi nell’equilibrio neuropsichico. Non per noi che da decenni operiamo con umanità e scienza tra i tossicodipendenti». È un quesito che andrebbe girato anche al sindaco Sala, che nei giorni scorsi ha “benedetto”la festa della cannabis a Milano.