Canada, trovata dell’enfant prodige Trudeau: legalizzare la marijuana

Sex symbol, giovane, bello, liberal, figlio d’arte (il padre fu premier), progressista, Justin Trudeau era diventato il nuovo faro della sinistra snob nordamericana alla Clinton, con la sua attenzione per l’ambiente e il suo sedicente nuovo modo di intendere la politica. Dopo la vittoria alle elezioni, in cui ha riportato i socialdemocratici in auge, Trudeau non ne ha azzeccata una: ha approvato un oleodotto, attirandosi le ire di tutti gli ambientalisti canadesi, è rimasto invischiato in una storia di lobbismo, ha accettato un viaggio gratis dall’Aga Khan. E ovviamente dirante tutta la campagna elettorale di Donald Trump non ha fatto altro che gettare fango sul suo omologo. Oggi ha fatto una proposta che potrebbe o chiudergli la pietra tombale sopra oppure far risorgere: quella di legalizzare già dall’anno prossimo la marijuana per scopi ricreativi, e non terapeutici. Se la proposta sarà approvata, il Canada diverrebbe il secondo Paese al mondo dopo l’Uruguay ad avere una legge così permissiva in questo campo. Ovviamente Trudeau ha fatti bene i suoi calcoli: il Canada è una delle nazioni dove maggiore è l’uso di cannabis, soprattutto fra i giovani, e con la sua legge ognuno potrà detenere fino a 30 grammi di sostanza per uso suo perosnale. L’uso terapeutico invece è già consentito da una quindicina d’anni. La legge prevede anche che si potrà coltivare marijuana in casa: saranno tollerate sino a quattro piante ciascuno, minorenni esclusi ovviamente. Ora la proposta di legge del 45enne enfant prodige della sinistra canadese dovrà passare al vaglio del parlamento, ma dati i numeri dei progressisti si pensa che dovrebbe passare senza troppi ostacoli. Così dal 1° luglio dell’anno prossimo il Canada potrebbe diventare il nirvana dei tossicodipendenti o aspiranti tali.