Campo X, il 25 aprile e quel meschino agitarsi di chi nemmeno di fronte alla solennità della morte sa deporre il fiele dell’odio

Campo X al cimitero Musocco di Milano è il “campo dell’Onore”. Vi sono sepolti fascisti noti come Pavolini o la Medaglia d’Oro Borsani e fascisti sconosciuti rimasti ignoti. La pietà di mani fraterne, rintracciandoli anno dopo anno nei tanti luoghi dove erano caduti, li ha raccolti nello stesso lembo di terra consacrata. Sin da ragazzo, sono andato da solo o più spesso in gruppo, a portare un fiore e, un tempo, ad ascoltare l’omelia di Padre Liberato Rosson, fascista come mio padre ma con l’abito nero di chi ha dedicato la vita a Dio.

Martedì 25 aprile, nel “paradiso degli eroi” dove stanno, senza distinzioni tra parti giuste o sbagliate, i caduti di tutte le guerre che hanno dato la vita con onore e coerenza per la Patria e per la propria Idea, sarà tornato l’eco lontano della ricorrenza italiana. E dall’alto “insieme” avranno guardato senza rimpianto, il meschino agitarsi di chi neanche davanti alla solennità della morte e al sacrificio della vita, sa deporre il fiele dell’odio e della ignoranza.