Budrio, riapre il bar dell’omicidio. La moglie: «È dura, ma l’ho fatto per lui»

Riapre, a Riccardina di Budrio, il bar-tabacchi “Gallo“, il locale dove lo scorso primo aprile è stato ucciso il 52enne Davide Fabbri, nel corso di un tentativo di rapina. Indagato per l’omicidio è Norber Feher alias Igor Vaclavic, il killer di Budrio, il serbo che tutti cercano tra Molinella e il Ferrarese. L’uomo è accusato anche di aver ucciso la guardia ecologica Valerio Verri a Portomaggiore. Dopo undici giorni dal tragico delitto, la moglie di Fabbri, Maria Sirica, ha deciso di riaprire il locale. Fuori dal bar un lenzuolo in cui si chiede “giustizia” e sul bancone le fotografie di Davide Fabbri. «Ricominciare è dura ma l’ho fatto per lui», ha detto la moglie a chi è andato a salutarla e incoraggiarla.

Il killer di Budrio potrebbe essere ferito

Sul versante della caccia all’uomo, dopo la terza notte di ricerche è ancora in fuga il killer di Budrio e Portomaggiore, nonostante sia braccato da centinaia di carabinieri supportati dai reparti speciali. Intanto continuano le verifiche scientifiche nei confronti di Norbert Feher alias Igor Vaclavic, indagato per gli omicidi del barista di Budrio, Davide Fabbri, e della guardia volontaria di Portomaggiore, Valerio Verri, ucciso con un solo proiettile che, come risultato dall’autopsia, ha lacerato le arterie iliache, provocando la morte della guardia volontaria per emorragia interna. Potrebbero arrivare in giornata, inoltre, i risultati del Ris di Parma sul materiale trovato sul Fiorino rubato, con il quale Igor-Norbert ha speronato tre pattuglie dei carabinieri armate di mitra, in via Spina, tra Consandolo e Molinella, prima di darsi alla fuga nelle campagne. Si sospetta, intanto, che il killer possa essere ferito. Sono stati infatti repertati, ieri, con una serie di atti urgenti irripetibili, diversi oggetti tra cui garze, cerotti e una maglietta sporca di sangue oltre a un giubbotto verde mimetico, alcuni viveri e una bicicletta. Trovato sangue anche sul volante: gli esami confermano che è compatibile con quello del killer di Budrio. Gli inquirenti hanno anche richiesto le cartelle cliniche del fuggitivo dal carcere dell’Arginone di Ferrara per ulteriori conferme.