Brexit, la Ue terrorizzata dai negoziati con Londra grida alla trappola

I 27 Paesi dell’Unione Europea sono letteralmente terrorizzati dai negoziati con Londra sulla Brexit, e minacciano di presentare un conto molto alto al Regno Unito. “I Paesi Ue devono restare uniti” nei negoziati sulla Brexit. L’appello è arrivato dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, al suo arrivo al vertice straordinario a Bruxelles, che dovrà approvare le linee guida del negoziato sull’uscita del Regno Unito dalle Ue. “E’ solo così che saremo in grado di concludere i negoziati – ha sottolineato Tusk – E questo significa che la nostra unità è anche nell’interesse del Regno Unito”. Per il momento, ha osservato il presidente del Consiglio europeo, “avverto un forte sostegno da tutte le istituzioni Ue, compreso il Parlamento, e da tutti i 27 Paesi membri. So che è qualcosa di unico, ma sono fiducioso che non cambierà”. L’ex premier polacco ha poi ribadito di volere “una stretta e forte relazione con il Regno Unito, su questi non ci sono dubbi, ma, prima di discutere del futuro, dobbiamo regolare il passato”. Infine, parlando a Bruxelles, Tusk ha rinnovato la richiesta di “solide garanzie per tutti i cittadini e le loro famiglie che saranno toccate dalla Brexit, da una parte e dell’altra”.

La Ue minaccia: non sarà una Brexit gratis

“Forse il governo britannico farà del suo meglio per dividere le 27 nazioni” dell’Ue nel corso dei negoziati sulla Brexit “ed è una trappola che dobbiamo evitare”. Lo ha detto il primo ministro olandese Mark Rutte, a margine del Consiglio Europeo straordinario sulla Brexit. Rutte ha aggiunto che Londra dovrà pagare un prezzo per l’uscita dall’Ue, dato che “una Brexit gratis è impossibile. All’inizio dei colloqui, è molto importante mandare un messaggio chiaro e dire tutti e 27 che non ci sarà una Brexit gratis”, ha concluso. Ma qualcun altro getta acqua sul fuoco delle minacce: “Il Consiglio Europeo straordinario riunito oggi a Bruxelles “è un Consiglio straordinario molto importante per la mia squadra di negoziatori e per me. Noi siamo pronti. E’ un Consiglio che marca l’unità dei 27, ma questa unità non è diretta contro il Regno Unito. E’ un’unità che dimostra che stiamo insieme perché abbiamo dei motivi per restare insieme, in modo durevole”. Lo sottolinea il capo negoziatore dell’Ue per i negoziati sulla Brexit, Michel Barnier, a margine del vertice dei 27 capi di Stato e di governo, nella capitale belga. E nei negoziati intervengono anche i pezzo grossi: “Naturalmente le questioni finanziarie fanno parte per noi delle questioni che riguardano il divorzio” della Gran Bretagna dall’Ue. Lo ha sottolineato la cancelliera tedesca Angela Merkel, a margine del Consiglio Europeo che ha approvato le linee guida dei negoziati sulla Brexit. “Naturalmente – ha aggiunto – vogliamo buoni rapporti con l’Ue nel futuro, ma vogliamo anche rappresentare congiuntamente gli interessi dell’Ue a 27. Finora lo abbiamo fatto con successo ed è un buon punto di partenza per i negoziati. Oggi parliamo solo delle linee guida: solo in seguito parleremo del futuro e delle questioni correlate, come i diritti dei cittadini Ue nel Regno Unito, i diritti dei cittadini britannici nell’Ue e delle questioni finanziarie. Le linee guida sono strettamente allineate con l’approccio del Parlamento Europeo”. Comunque, ci si affretta a precisare,  l’Unione Europea non ha ancora presentato alla Gran Bretagna un conto preciso dei suoi obblighi finanziari nei confronti dell’Unione e per ora ci sono solo “caute stime” dell’ammontare. Lo ha spiegato il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker, a Bruxelles: “Nessuna richiesta precisa è stata ancora formulata”, ha detto.