Bravo Mattarella: Vladimir Putin non è il problema, ma parte della soluzione

Vladimir Putin non è il problema, ma parte della soluzione. Sergio Mattarella l’ha capito e l’ha ribadito nel suo viaggio in Russia. E noi che non possiamo essere accusati di servo encomio gliene diamo atto: è stato bravo il nostro presidente. Bravo a non farsi condizionare dal gelido vento anti-russo che spira nelle cancellerie d’Occidente e che cerca di accreditare il leader del Cremlino come il propellente di ogni male. Bravo a tenere la barra di un’amicizia solida. Sergio Matterella ha dimostrato di non credere alle tesi precostituite. Perchè è ai fatti che bisogna guardare. E così facendo ha fatto gli interessi dell’Italia riaccreditandola come partner credibile agli occhi sospettosi di Mosca. Presidente della Repubblica, presidente del Consiglio e pure ministro degli Esteri: Mattarella è stato questo e ancora di più nella sua visita. Ruoli ricoperti con rara efficacia. Sulle questioni più spinose, Siria e Libia, ha usato il bun senso e la logica: “L’uso di armi chimiche è inaccettabile: auspichiamo che Mosca possa esercitare tutta la sua influenza” ha scandito davanti al suo interlocutore. “Prima accertare i fatti e poi prendere le decisioni giuste” ha replicato Putin secondo il quale l’attacco con armi chimiche attribuito ad Assadricorda gli eventi del 2003“, ovvero l’Iraq di Saddam e l’attacco Usa sulla base di un possesso di armi di distruzione di massa successivamente risultato inesistente. Cosicchè il presidente russo ha avuto poi gioco facile nel sottolineare a Mattarella che proprio la eventuale traumatica cacciata di Assad e la distruzione della Siria avrebbe come unica conseguenza “la nascita dello Stato Islamico“. Riflessioni di verità e di buonsenso con, sullo sfondo, l’attenzione al caos della Libia e i drammi umanitari susseguenti: un’altra situazione di crisi di cui Mattarella s’è fatto interprete e della quale soprattutto l’Italia paga costi enormi. Situazione libica prodotta dalla incapacità della precedente amministrazione americana che, perciò, è necessario ora non bissare in Siria. La visita del presidente Mattarella a Mosca è la dimostrazione che diplomazia e buonsenso possono ancora risolvere i problemi del mondo. Noi lo speriamo.