Boldrini-Marianne evoca contro Marine la memoria della Rivoluzione

«Ho fiducia negli eredi della rivoluzione. Mi auguro che non si facciano condizionare dal terrorismo». Caspita, che sfondone storico. Mai avremmo pensato di metterlo in conto a una come Laura Boldrini, solitamente a suo agio quando si parla di rivoluzioni. Come del resto gran parte della sinistra radical chic italiana, che infatti ne discute e ne tesse le lodi comodamente sprofondata su un morbido sofà, tra una tazza di thè e un biscotto della nonna. Lei, invece, lo sfondone lo ha evidenziato in una conversazione a Tempo di Libri con Luciano Fontana, il direttore del Corriere della Sera, che le aveva chiesto un parere circa l’eventualità di una vittoria di Marine Le Pen alle presidenziali in Francia. Chissà come si sarà sentita à la page quando ha fatto mostra di fronte a Fontana di sapere persino  che in Francia c’è stata una rivoluzione. Sarebbe stato, però, bello vedere anche quale espressione abbia assunto il volto del direttore del Corsera alla risposta della Boldrini. Chissà se non sia stato letteralmente sobbalzato da quella concatenazione – valida secondo la presidenta della Camera – tra la fiducia «negli eredi della rivoluzione» per la loro refrattarietà al condizionamento «del terrorismo». È l’esatto contrario: la Rivoluzione del 1789 partorì il Terrore come metodologia di governo, se ne alimentò socialmente per eliminare fisicamente non solo gli aristocratici dell’ancièn regime, ma chiunque tentasse di introdurre un minimo di moderazione e di umanità nell’attività del Comitato di Salute Pubblica politicamente egemonizzato da Robespierre e Saint-Just. Avrebbe potuto e dovuto dire, la Boldrini in versione Marianne, di avere fiducia nel popolo francese, nella sua forza e nella sua capacità di reagire assennatamente alla sfida terroristica. Purtroppo, quel riferimento alla Rivoluzione della ghigliottina e delle tricoteuse assetate di sangue blu ci ha rivelato l’incorreggibilità di certa sinistra italiana, sempre a caccia di miti stranieri con cui sostituire i fallimentari modelli interni. Pe quel che ci riguarda, nel 1789 saremmo stati con i Vandeani. Perciò oggi tifiamo per Marine Le Pen.