Bob Dylan ha bussato alle porte del Nobel e ha ritirato il Premio (e i soldi)

Quando, nell’ottobre scorso, Bob Dylan fece passare sotto silenzio l’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura, non facendosi trovare e non dando notizie di sé, molti pensarono con ammirazione a un artista puro che rifiuta i riconoscimenti accademici, considerati magari troppo “borghesi” e frutto di una considerazione da parte dell’establishment di cui l’artista vero non ha bisogno, anzi, che disprezza. Aveva insomma suscitato simpatia e solidarietà ideologica il menestrello che disdegna i riconoscimenti ufficiali del “sistema”. Nulla di tutto questo. Bob Dylan ieri ha ritirato silenziosamente la medaglia d’oro e il diploma – e i soldi, quasi un milione di euro –  del premio Nobel per la Letteratura. Lo ha riferito l’Accademia svedese all’emittente Svt. La consegna è avvenuta in occasione dell’arrivo della leggenda del rock a Stoccolma, dove erano stati organizzati due suoi concerti. La “cerimonia” si è svolta in un albergo della capitale svedese in modo riservatissimo. La segretaria permanente del premio Nobel, Sara Danius, ha riferito che il premio è stato consegnato ma non ha fornito ulteriori dettagli. Dylan non era venuto alla cerimonia ufficiale del 10 dicembre, affermando dopo un silenzio di molti giorni di avere altri impegni. Successivamente, dopo le reazioni seccate dell’Accademia svedese, aveva accettato il premio, dicendosi onorato.

Dylan ritira il Nobel in concomitanza con l’uscita del suo album

Si è appreso anche che la leggenda del rock ha fatto uscire il 31 marzo il suo nuovo album, Triplicate, lanciandone evidentemente le vendite col clamore suscitato dal suo bizzarro – in apparenza – comportamento. Sarebbe stato bello se avesse seguito le orme di Boris Pasternak nel 1958 e di Jean-Paul Sartre nel 1964, che rifiutarono il premio – e i soldi -. Anzi, per la verità solo Sartre lo rifiutò per coerenza, mentre Pasternak fu costretto a farlo dalle autorità sovietiche, che non sopportavano che l’autore avesse vinto il premio per un’opera anticomunista come Il dottor Zivago. Quindi a dicembre, data prevista per la consegna del Nobel dalle mani del re di Svezia, Dylan non c’era e il premio fu ritirato da una commossa Patti Smith, che si è esibita in Hard rain, una delle canzoni più popolari di Dylan. La validità di Bob Dylan come poeta e musicista non è in discussione: dispiace solamente che l’apostolo della pace e il censore della guerra dei Vietnam abbia scelto di ritirare il premio in coincidenza con il suo tour in Svezia e soprattutto con l’uscita del suo ultimo album. La rivoluzione permanente – e coerente – non è da tutti.