Berlusconi: “Destre europee contro l’establishment. La sinistra snob non lo capisce”

«Le destre europee sono messe tutte insieme nella categoria del “populismo”. Sono le sinistre che trattano con distanza, con snobismo questi fenomeni». Lo afferma il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, nella video intervista al sito internazionale Vice News, rispondendo ad una domanda sulla crescita dei partiti di destra in Europa. Per l’ex premier sono fenomeni che «invece hanno delle ragioni che corrispondono alle paure, alla rabbia, alle esigenze di una vasta porzione di cittadini, i quali votano contro l’establishment». «Se aumentassero fino ad arrivare al potere il primo risultato sarebbe l’uscita dall’Europa di molti paesi e quindi la distruzione dell’unità europea». A questo proposito, secondo Berlusconi «l’uscita della Gran Bretagna ha mutilato l’Unione europea ed è stata per noi, ma credo anche per loro, una gran perdita. Se fosse orfana anche della Francia l’Europa andrebbe verso la fine, e questo sarebbe molto negativo».

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Berlusconi: “Impossibile accogliere tutti i migranti. Meglio un piano Marshall per l’Africa”

«Nessun Paese al mondo – dice ancora il presidente di Forza Italia – può sopportare una immigrazione così elevata nei numeri. Le economie europee non sono in grado di offrire posti di lavoro a questi nuovi arrivi. E se chi arriva non ha lavoro, poi ruba, delinque, vende la droga, si dà alla prostituzione, ai furti negli appartamenti per vivere». Per Berlusconi, «l’Europa deve varare una specie di Piano Marshall per i paesi interessati, pur sapendo che non sono delle democrazie. Penso che soltanto con una azione di questo tipo si possa fermare una immigrazione di massa che porterebbe in Europa uno sconvolgimento totale». In tema di politica estera, Berlusconi ha auspicato un disgelo Usa-Russia. «Io desidero che Trump e Putin possano incontrarsi, capirsi e diventare amici fra di loro come io ero riuscito a far diventare amici George Bush e Putin. Io penso che ci sia davvero la possibilità di un accordo tra gli Stati Uniti d’America e la Federazione russa che coinvolga anche l’Europa».

Berlusconi: “Sarò comunque in campo per la campagna elettorale”

Sul fronte interno, il leader di Forza Italia assicura: «Io sarò in campo per la campagna elettorale anche se non fossi candidabile, ma spero e credo di poter essere candidato».  «Quello che noi vogliamo fare in Italia è una grande rivoluzione liberale, con le radici nei nostri valori occidentali: nella democrazia, nella libertà, nel cristianesimo. Ho preparato un programma molto concreto in 6 punti che sono meno tasse, meno Stato, meno Europa, più aiuto a chi ha bisogno, più sicurezza per tutti (legata al problema dell’immigrazione), e – conclude Berlusconi – una importante riforma della giustizia».