Auditorium, omaggio a Bud Spencer: grande attore, grande uomo (video)

«L’omaggio all’amico carissimo Bud Spencer all’Auditorium Parco della Musica di Roma, durante il concerto Le chiamavano Colonne sonore, è il minimo che gli devo per la grande fortuna che ho avuto di scrivere le colonne sonore di diversi film da lui interpretati, sempre con grande successo». Così a Labitalia Franco Micalizzi, noto a livello internazionale come uno dei più raffinati e talentuosi compositori italiani di colonne sonore per il cinema, ha parlato del suo concerto romano. «Viva Bud e la sua grande capacità – ha detto – di far sorridere e divertire con la sua brutale bonomia, pugni a non finire, ma niente violenza: solo divertimento. Grazie, Bud, per il modo di intrattenere con la tua potente fisicità ed il tuo sorriso comunicativo platee infinite; ce ne sarebbe ancora tanto bisogno».

Le parole del figlio di Bud Spencer

«Ringraziamo Franco Micalizzi e l’Auditorium Parco della Musica – ha commentato a Labitalia Giuseppe Pedersoli, figlio di Carlo Pedersoli, in arte Bud Spencer – per l’affettuoso omaggio. Lo chiamavano Trinità ha quasi 50 anni e non li dimostra. Un film senza tempo, nato dalla geniale intuizione del regista Enzo Barboni Clucher, dall’intelligenza del produttore Italo Zingarelli e dalla simpatia istrionica di Bud Spencer e Terence Hill che vestirono i panni stracciati da cowboy come fossero i loro abiti di tutti i giorni».

Quelle indimenticabili scazzottate

«Pochi soldi – ha ricordato ancora – per produrre il film ma tante idee, grande entusiasmo, battute e scazzottate indimenticabili. Il pubblico di tutto il mondo si è lasciato incantare dalla genuinità e dalla semplicità dei sorrisi di Trinità e Bambino come nelle favole di una volta, continuando a fischiettare da decenni una magica colonna sonora». Poche note, assicura a Labitalia Marco Tullio Barboni, sceneggiatore e scrittore, figlio di E.B. Clucher, «del tema di Trinità e si spalanca il palcoscenico: Terence sulla slitta indiana, Bud che spara mazzate e sbuffa, Emiliano che dice tutto, Mescal che stramazza al suolo. Tutto in una manciata di accordi. Come accade solo nei sogni».