Asili nido “vietati” a 87 bambini su 100: le famiglie costrette a pagare i privati

Cercasi asili nido. In Italia, solo il 13% dei bambini tra 0 e 2 anni riesce ad andare all’asilo nido o usufruisce di altri servizi pubblici per la prima infanzia. Una percentuale preoccupante che si abbassa drasticamente in Calabria e in Campania, dove rispettivamente appena 1 e 3 bambini su 100 possono accedere al nido (contro il 26% in Emilia Romagna, la regione più virtuosa in tal senso). La situazione, decisamente drammatica per le famiglie, è emersa dal rapporto “Futuro in partenza? L’impatto delle povertà educative sull’infanzia in Italia”, presentato da Save the Children. Una fotografia inpietosa che testimonia la scarsezza dei servizi per l’infanzia con ricadute molto pesanti sulle fasce sociali più disagiate.

Sos infanzia, asili nido solo per il 13%

Anche l’utilizzo del tempo pieno è scarso, nonostante rappresenti un fattore chiave per contrastare la povertà educativa. Il tempo pieno infatti, rileva Save the Children, «è importante non soltanto perché aumenta le ore dedicate all’apprendimento ma dovrebbe offrire anche ai bambini e ai ragazzi l’opportunità di svolgere attività extra-curriculari, come lo sport, la musica, l’arte, la lettura, tutte attività essenziali per rafforzarne le capacità emotive, motivazionali e sociali». Eppure il tempo pieno risulta assente dal 68% delle classi nella scuola primaria e dall’85% delle classi nella scuola secondaria di primo grado. Basilicata, Lazio e Lombardia sono le regioni italiane dove il tempo pieno è maggiormente presente nelle scuole primarie, mentre per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado la maglia nera spetta al Molise (presente solo nell’1% delle scuole), seguito da Emilia Romagna (5%), Marche e Puglia (a pari merito con il 6%).