Asili nido, protesta contro la Raggi. Fratelli d’Italia: “Delibera scellerata”

Due giorni fa il Secolo d’Italia aveva sollevato la questione, gravissima, degli asili nidi convenzionati penalizzati (e con loro centinaia di famiglie romane) da una delibera della giunta M5S che di fatto limitava la scelta dei cittadini. Con la delibera del Comune di Roma che fissa al 10 aprile i termini per l’iscrizione agli asili nido, infatti, il Campidoglio obbliga i genitori a indicare in via prioritaria tre strutture pubbliche in cui mandare i bambini e solo dopo apre alla scelta delle strutture private convenzionate, ovvero quelle cui si accede tramite bando alle stesse condizioni di quelle pubbliche.

Oggi, con gli operatori degli asili convenzionati, sono scesi in piazza sotto il Campidoglio anche gli esponenti di Fratelli d’Italia, che si schiera al fianco “delle tantissime famiglie romane che dicono no alla delibera della Giunta Raggi sugli asili nido”. “Un provvedimento scellerato che nega la libertà di scelta educativa e impedisce ai
romani di scegliere il nido più vicino alle loro esigenze. Il M5S vuole scardinare il sistema pubblico-privato dei nidi e condannare decine di imprese alla chiusura. Una scelta che va contro gli interessi delle famiglie e che FdI continuerà a contrastare”, scrive su Facebook Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e consigliere capitolino.

Tutta l’opposizione contro la delibera sugli asili

Anche il Pd fa fronte compatto contro le decisioni delle giunta Raggi. “Deve tornare sui propri passi e ritirare la delibera approvata una settimana fa con cui si annulla la libertà di scelta alle famiglie per l’iscrizione ai nidi.
Molte richieste sono state accolte già nel lavoro di riscrittura della delibera dopo la prima bozza, come la libertà di scegliere per chi ha figli disabili, ma non sono sufficienti a scongiurare il rischio che il sistema oggi in equilibrio, tra asili nido pubblici e privati convenzionati, salti tutto insieme”, recita una nota del gruppo capitolino del Partito Democratico.