Asili nido a Roma, la giunta Raggi leva alle famiglie la possibilità di scegliere

In ritardo e penalizzante per le famiglie. È la delibera del Comune di Roma per l’iscrizione agli asili nido, che sarà aperta il 10 aprile. La delibera obbliga i genitori a indicare in via prioritaria tre strutture pubbliche in cui mandare i bambini e solo dopo apre alla scelta delle strutture private convenzionate, ovvero quelle cui si accede tramite bando alle stesse condizioni di quelle pubbliche. Di fatto per le famiglie viene meno la facoltà di indicare davvero la scuola che si preferisce

La macchina amministrativa prima dei cittadini

La delibera era stata preceduta dalle proteste delle educatrici dei nidi in convenzione, che coprono una grande parte della storica e cronica carenza di posti nelle strutture pubbliche. Il Campidoglio ha motivato la scelta con la necessità di riequlibrare le richieste a favore dei nidi pubblici, ai quali negli scorsi anni molte famiglie avrebbero preferito quelli in convenzione, magari perché più vicini a casa o più flessibili negli orari. Insomma, la macchina amministrativa prima dei cittadini

Una spallata alla collaborazione pubblico-privato

Poteva andare anche peggio: la versione iniziale della delibera prevedeva che su sei scuole da indicare solo una, l’ultima, potesse essere in convenzione. Uno scenario che è stato fugato grazie alle proteste, le quali comunque sono riuscite solo a ridimensionare un po’ un colpo alle famiglie che resta durissimo. E, non a caso, sabato le famiglie saranno in piazza per dire no a questa delibera che, tra l’altro, smantella la proficua collaborazione pubblico-privato che era stata avviata nella Capitale.

Le famiglie in piazza contro il diktat sugli asili

L’appuntamento è alle 10.30 in piazza del Campidoglio, per una protesta che vede tra i promotori anche l’associazione Family Day – Generazione Famiglia. «Le conseguenze sulla gestione della giornata quotidiana, a Roma già tragica, sono enormi, visto che la rete di nidi comunali è molto più ristretta e debole di quella in convenzione», ha sottolineato il portavoce di Generazione Famiglia, Filippo Savarese, sottolineando il rischio che «interi quartieri si troveranno sforniti e migliaia di famiglie dovranno provare a portare ogni mattina i figli presso nidi comunali a chilometri di distanza, o addirittura a rinunciare del tutto al servizio». «La rete di nidi convenzionati, che negli ultimi anni ha svolto un servizio egregio verso le famiglie, sta subendo un attacco assurdo dettato da ragioni di pura ideologia statalista», ha detto ancora Savarese, ricordando che la delibera ha anche un altro odioso effetto collaterale, che desta forte preoccupazione: «La rete di nidi comunali – ha spiegato Savarese – è sempre stata sfruttata dalla politica come canale preferenziale per la sponsorizzazione di attività e corsi di formazione per il personale fondati sull’ideologia gender».