Ars, Musumeci spariglia le carte e si candida: la Sicilia non può aspettare

Nello Musumeci la politica la conosce: ha iniziato a fare politica con il Movimento Sociale nella sua Catania: fu eletto, con la sola lista del Msi, presidente della Provincia di Catania, per ben due mandati. Nel 1994 fu eletto con tantissimi consensi al parlamento europeo, carica che conserva per tre mandati. Nel 2011 Berlusconi lo volle come sottosegretario al ministero del Lavoro e Politiche sociali. Nel 2012 si candida contro Rosario Crocetta con il centrodestra ma viene battuto, risultando comunque eletto all’Assemblea regionale siciliana e in seguito presidente della Commissione antimafia dell’Ars. La caratteristica di Musumeci è che in Sicilia ha sempre riscosso grandi consensi. Se ora ha deciso di sparigliare le carte, ha i suoi motivi, e i motivi sono che la Sicilia non può più aspettare. Il movimento da lui fondato si chiama Diventerà bellissima. Avanti tutta, insomma, dice Nello Musumeci, che è pronto a candidarsi presidente, forte degli insuccessi e dei danni della giunta Crocetta. E a chi gli grida niente fughe in avanti, un pezzo di Forza Italia, lui risponde che sono proprio gli azzurri a fare invece fughe all’indietro. Così Musumeci rompe gli indugi e prende in mano la situazione. Un sensibile pezzo del centrodestra è già schierato con lui, e si prevede che altri faranno lo stesso da qui a novembre, data del voto. Ma Musumeci ha chiesto che il voto sia anticipato, perché è inutile prolungare l’agonia di questa giunta fallimentare e dannosa per la Sicilia.

Molte componenti del centrodestra con Musumeci

Per ora con lui c’è un pezzo di Forza italia, il movimento Diventerà bellissima, la Lega-Noi con Salvini, gli autonomisti e gli indipendentisti, ma molti altri guardano a lui con simpatia. Musumeci dal canto suo sembra avere le idee molto chiare: “L’Isola continua ad essere governata senza alcuna lungimiranza, in totale assenza di programmazione. Non guardo al centrodestra tradizionale. Faccio appello a tutti quegli elettori che non si riconoscono nel populismo demagogico dei grillini e nella sinistra di Crocetta e del Pd. E sia chiara una cosa, come ho sempre detto se dovessi essere eletto alla presidenza della Regione rimarrei per un solo mandato”. E chiarisce: “E’ una tappa del percorso individuato a febbraio quando sei soggetti politici avevano puntato a celebrare le primarie. Poi qualche forza politica si è tirata indietro (Forza italia di Miccichè, ndr) e certamente non può dettare ora l’agenda. Noi pensavamo che consultare i siciliani sui candidati fosse cosa utile – aggiunge – ma c’è chi ancora pensa che la Sicilia sia ferma a trenta anni fa. La gente non vuole più sentire di un centrodestra che parla di veti e accordi fatti a tavolini. La gente vuole sapere se siamo capaci di costruire una coalizione alternativa al disastro del Pd e di Crocetta e alla demagogia del Movimento 5 stelle“, ha concluso Musumeci.