Adesso i “foreign fighters” scappano a gambe levate da Siria e Iraq

Molti foreign fighters, combattenti stranieri che si erano arruolati nelle fila dell’Isis, stanno abbandonando il califfato tentando di fuggire attraverso la Turchia. È quanto scrive il Guardian, citando fonti ben informate al riguardo e riferendo di un cittadino con passaporto britannico che si sarebbe consegnato alle autorità di frontiera turche insieme alla moglie, e di uno statunitense. Nelle ultime settimane sarebbero fuggiti a decine – riporta il Guardian – tentando di attraversare la frontiera, poiché l’Isis perde sempre più terreno in Siria e in Iraq. Alcuni – non si sa quanti – si pensa siano riusciti a farla franca attraversando il confine turco senza essere intercettati.

Siria, colpite altre postazioni terroriste

È di almeno 19 morti il bilancio dei raid aerei eseguiti da “presunti jet russi e siriani” su diverse zone di Idlib, provincia della Siria settentrionale roccaforte dei ribelli. Lo ha riferito l’emittente al-Jazeera, citando una fonte della Protezione civile, i cosiddetti caschi bianchi siriani. Secondo la fonte, sono state colpite in particolare le zone di Maaret al-Numan, Jisr al-Shughou e Khan Sheikhun. Quest’ultima è stata teatro a inizio mese di un attacco con presunte armi chimiche che ha provocato oltre 90 morti. Stando al sito di notizie vicino all’opposizione Shaam, nei raid odierni sono andati completamente distrutti anche due ospedali nella zona di Maaret al-Numan. Milizie sciite filogovernative irachene hanno annunciato la riconquista dell’antica città di Hatra, inserita nel patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, dal sedicente Stato Islamico. ”Hashed al-Shaabi (le Forze di mobilitazione popolare, ndr) hanno liberato l’antica città di Hatra dopo intensi combattimenti con il nemico”, ha detto il gruppo paramilitare sciita che ieri aveva lanciato un’offensiva per la sua riconquista. Hatra si trova a un centinaio di chilometri a sudest di Mosul, dove le forze della sicurezza irachene sono impegnate da febbraio a combattere l’Isis nella zona occidentale della città. L’Isis ha distrutto oggetti artistici di inestimabile valore a Hatra e in altri siti archeologici in Iraq e in Siria a partire dal 2014. Hatra, in arabo Al-Hadhr, è stata fondata nel III secolo a.C. dalla dinastia ellenistica seleucide, erede di una parte delle terre conquistate da Alessandro Magno. Poi Hatra passò sotto i Parti, diventando nel I e II secolo avanti Cristo un importante centro commerciale e religioso. Divenne quindi la capitale del primo regno arabo, resistendo ai tentativi di conquista dei romani e dei persiani, prima di essere espugnata dalle truppe dell’impero persiano di Ardashir I della dinastia Sasanide nel 240.