Addio a Guazzaloca, primo e unico sindaco non comunista di Bologna

Giorgio Guazzaloca, primo e unico sindaco non comunista della città di Bologna, è morto. Da tempo ricoverato al Sant’Orsola per il protrarsi di una patologia che lo affliggeva da anni, l’ex-primo cittadino aveva da poco compiuto 73 anni. Presidente storico dell’Ascom, l’autorevole associazione dei commercianti del capoluogo emiliano, e presidente della Camera di Commercio sul finire degli anni ’90, Guazzaloca decise nel 1998 di “scendere in campo”, proponendosi come alternativa all’apparentemente eterno “potere rosso” bolognese. Dopo un anno trascorso a tessere la tela delle opposizioni – alcuni esponenti di An furono i primissimi a caldeggiarne la candidatura -, alle elezioni del 1999 ci fu il clamoroso risultato che lo vide conquistare, al secondo turno, Palazzo d’Accursio contro la pidiessina Silvia Bartolini. Pur con qualche inevitabile ombra e qualche comprensibile difficoltà nel guidare una macchina tenuta saldamente in mano dal Pci per oltre mezzo secolo, l’amministrazione di Guazzaloca si distinse per una progettualità e una concretezza che, da tempo, mancava a Bologna e che sarebbe mancata nuovamente quando, alle elezioni successive, la Sinistra si mobilitò a livello nazionale – schierando Sergio Cofferati, che risulterà il peggior sindaco mai eletto sotto le Due Torri – per riconquistare la città. Dopo la significativa esperienza da sindaco, fu nominato, nel 2005, componente dell’Antitrust. Al termine di quest’altra esperienza, anche a causa dei problemi di salute, si era ritirato dalla scena pubblica, anche se, nei momenti più significativi del dibattito cittadino, non ha mai mancato di far sentire la sua voce e di offrire un punto di vista sulle cose originale e pregnante.