Egitto, due attentati contro chiese cristiane. 45 vittime. L’Isis rivendica

Attacco dell‘Isis contro due chiese cristiane copte in Egitto. Sangue e terrore nella giornata della Domenica delle PalmeVentisette persone sono morte e 71 sono rimaste ferite in seguito a un’esplosione avvenuta dentro una chiesa della città egiziana di Tanta, a nord del Cairo. Un’ora dopo la polizia ha arrestato due persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato. All’interno della chiesa c’erano duemila persone. In tarda mattinata un altro attacco. L’esplosione si è verificata  all’esterno della chiesa di San Marco ad Alessandria d’Egitto, sulla costa meridionale del Paese. Un attentatore suicida si è fatto esplodere provocando diciotto morti e 66 feriti.  Tra le vittime ci sono anche un poliziotto e due militari che hanno tentato di bloccare l’attentatore. Mentre il terrorista si faceva esplodere, all’interno della Chiesa era in corso la messa celebrata da Tawadros II. Come ha confermato alla televisione Ontv il segretario Angelious Izhaq, il patriarca e tutti i fedeli sono sani e salvi e la struttura non ha subito danni.

Egitto, i due attentati  sono stati rivendicati dall’Isis

Entrambi gli attentati sono stati rivendicati nel primo pomeriggio dall’Isis attraverso il proprio organo di propaganda Amaq, come si legge su Twitter. Nella dichiarazione Amaq afferma che un gruppo affiliato allo Stato Islamico è responsabile degli attentati nelle chiese copte di Tanta e Alessandria. Il gruppo affiliato all’Is è attivo nel nord del Sinai e negli ultimi mesi ha rivendicato diversi attacchi in Egitto, compreso uno lo scorso dicembre contro una chiesa che si trova accanto alla cattedrale copta del Cairo. Il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio nazionale di Difesa. L’organo discuterà “le conseguenze” e le misure da adottare dopo gli attacchi.