25 aprile, cerimonia al Campo X senza bandiere e solo quattro saluti romani

Alla fine al Campo X ci sono andati, nonostante il tentativo dell’Anpi di soffiare sul fuoco e creare un clima di tensione. Un atto di omaggio in un cimitero che certo non comprometterà le sorti democratiche del Paese.

Una cerimonia di commemorazione per i caduti della Repubblica sociale italiana si è tenuta quindi in mattinata al Campo X del cimitero Maggiore di Milano, dove sono sepolti ex combattenti e altri fascisti uccisi nelle fasi immediatamente immediatamente successive alla fine della guerra. Periodo in cui venne versato, parafrasando il titolo di un celebre libro di Giampaolo Pansa, il “sangue dei vinti”.

Secondo quanto appreso tra il centinaio di aderenti ad associazioni combattentistiche e d’arma, accompagnati da una ventina di militanti di Fn, e le forze dell’ordine, non ci sono stati momenti di tensione. Ma molti manifestanti, prevalentemente anziani, hanno denunciato “l’umiliazione di non poter commemorare i propri defunti con il rispetto militare che meritavano”. Le consegne della polizia, infatti, erano strette: non è stato possibile presentarsi con bandiere spiegate, nemmeno il Tricolore, e anche con i labari delle associazioni e dei reparti militari storici a cui appartenevano i caduti. Quattro giovani, aderenti ad associazioni di estrema destra, hanno fatto il saluto romano e sono stati identificati.