Voucher, il governa pensa di cancellarli per evitare il referendum

Nella maggioranza di governo si sta facendo largo l’ipotesi di cancellare del tutto i voucher, come chiede il quesito referendario, e di superare anche le norme sugli appalti così da annullare l’appuntamento referendario del 28 maggio. La decisione sarà presa in una riunione del Pd con l’obiettivo di approvare il testo in commissione e trasformarlo in un decreto da approvare già venerdì in consiglio dei ministri.

Per quel che riguarda i voucher, spiegano fonti parlamentari, le possibilità sono due: restringere la validità solo alle famiglie o arrivare all’abolizione totale con l’obiettivo di affrontare nuovamente il tema di uno strumento flessibile per l’occupazione in un momento più favorevole, sicuramente dopo le amministrative. Per quel che riguarda la responsabilità negli appalti, ci sarebbe la possibilità di recepire totalmente il testo del referendum promosso dalla Cgil.

Intanto il presidente dell’Inps Tito Boeri fa sapere che circoscrivere l’uso dei tagliandi lavoro solo alle famiglie vorrebbe dire cancellare di fatto tale istituto, visto che, spiega, “oggi solo il 3% dei voucher è usato direttamente dalle famiglie”. “Bisogna che il dibattito si concentri sui numeri – ha detto Boeri – leggo che si vuole restringere l’uso dei voucher alle sole famiglie. E’ opportuno essere consapevoli che oggi solo il 3% dei voucher viene utilizzato direttamente dalle famiglie e che i voucher oggi sono lo 0,40% del lavorato in media. Se noi circoscrivessimo l’uso alle sole famiglie si ridurrebbe l’incidenza dei voucher sulle ore lavorate allo 0,001%: di fatto vuol dire cancellare questo istituto. Bisogna esserne consapevoli”.

Il leader Cgil Susanna Camusso sui voucher afferma: “Quando ci sarà un’ipotesi vedremo se questa corrisponde” al quesito referendario. Comunque, ha aggiunto, “il referendum è superabile a fronte di una legge già approvata. Il giudizio si dà alla fine”.