Voucher aboliti, che farsa. Poletti disse: «Non temiamo il referendum» (video)

La paura dei referendum fa novanta. L’annuncio è arrivato scontato, a metà mattinata, dallo stesso premier Gentiloni: «Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che abroga le norme sui voucher e sugli appalti oggetto del referendum convocato per il prossimo 28 maggio e azzera la situazione». Le motivazioni alla base di questo clamoroso dietrofront sono paradossali, visto che fino a ieri la difesa dello strumento contenuto del Jobs Act era a spada tratta. «I voucher erano diventati uno strumento gradualmente deteriorato che aveva gradualmente modificato le intenzioni iniziali per le quali era stato introdotto. Era una risposta sbagliata a una esigenza giusta».

Voucher, le critiche di Rampelli

«Stanno smantellando le riforme del governo Renzi. Pensano alla sinistra invece che all’Italia gettando il bambino con l’acqua sporca», attacca Fabio Rampelli, presidente dei deputati Fdi. «Noi votammo contro il jobs act -ricorda- ma i voucher erano certamente uno strumento per far emergere il lavoro nero e saltuario. Ha un senso colpire l’abuso non il loro giusto utilizzo. A questo punto -conclude- il ministro Poletti dovrebbe riflettere sul senso della sua permanenza al governo visto che la sua riforma strategica del lavoro sta per essere cestinata».

 

Il clamoroso dietro-front di Poletti

Surreali sono le dichiarazioni del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che finge di non essere stato condizionato dalla minaccia del referendum: «Non c’era in atto nessuna gara con la Cgil, ma ora serve una riflessione con i sindacati sul lavoro occasionale». Ma nei fatti Poletti, che aveva difeso i voucher fino all’ultimo, ribadendo che non sarebbe stati aboliti ma al massimo modificati, in questo video di “Repubblica” spiegava di non aver paura del referendum…