Visco comincia la campagna elettorale: «Uscita dall’euro? Un disastro»

Le elezioni in Olanda non sono state che l’aperitivo. La lunga campagna elettorale europea comincia oggi. È sarà una campana elettorale assai lunga: prima la Francia, poi la Germania e, dulcis in fundo, l’Italia.  È la campagna dei poteri forti transnazionali contro la politica (o quel che ne rimane). Questi poteri si stanno muovendo in anticipo, utilizzando il loro argomento preferito: la paura.  

Tra i primi a far risuonare gli squilli di tromba è il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, che in un convegno oggi all’Ispi di Milano  sparge copiosamente ansia politica e sociale. L’uscita ordinata dall’euro – dice Visco –  «sarebbe traumatica e disastrosa, un disastro che sta a noi evitare». Visco avverte come questa, di cui si parla, cioè l’uscita dall’euro,  «non sia la soluzione». «Questa è la scommessa per la leadership politica, essere in grado di  spiegarlo». 

Nel suo intervento all’Ispi, Visco  ha parlato a lungo di politica monetaria: «Con un’unione  politica e una difesa unica avremmo difeso meglio la moneta unica.  L’assenza di una difesa unica, assieme alla crisi finanziaria –  sottolinea – hanno messo in dubbio la natura stessa di questa costruzione monetaria». In questo senso, «l’unione bancaria è stata creata come risposta, come segnale che questa costruzione è permanente nella traiettoria che  porta all’unione politica». L’euro «sopravvive e sopravviverà perché  sarà puntellato da questo processo inevitabile».

Visco sposa in pieno il teorema nordeuropeo dell’austerità. Per il governatore di Bankitalia hanno ragione i tedeschi. La mancanza di fiducia da parte della  Germania nei confronti dell’Italia – dice Visco – deriva dalla «incapacità di questo  Paese di fare i compiti per capire come crescere meglio e più  rapidamente». «Nessun Governo ha mai detto: “È difficile,  bisogna agire in modo organico” sulla scuola, il mercato del lavoro,  l’innovazione tecnologica e qualcuno perderà qualcosa”. Del resto,  «elettoralmente è difficile da dire». Tuttavia, «se non si risolve il  tema del debito non si affronta il tema del bilancio unico in Europa e noi dobbiamo andare in quella direzione». Visco però si guarda bene dal ricordare che la questione del debito è un cappio al collo che dura da troppo tempo e che consegna al sistema finanziario (in primis alle banche) un enorme potere di ricatto sul potere politico.