“Virginia Raggi chi?”. Fa il giro del mondo il caso della sindaca-fantasma

Da una parte all’altra dell’Oceano, un giudizio negativo dopo l’altro. Sotto accusa c’è lei, Virginia Raggi. La sindaca che a Roma in molti considerano una specie di fantasma. Si chiedono se sia mai esistita o se invece si tratti di un’illusione ottica. Bocciata. È diventata un “caso”, da un continente all’altro. Riesce a far rimpiangere persino Marino. E non ha la minima scusa perché ormai siede sul trono del Campidoglio da parecchi mesi.

Il New York Times contro Virginia Raggi

Stavolta la sferzata arriva dal New York Times: «Virginia Raggi doveva essere l’esempio di come un sindaco del movimento anti-establishment come il Cinque Stelle avrebbe potuto rivoluzionare la politica italiana. E invece chi contesta il movimento indica l’amministrazione Raggi come la prova che il partito è preparato a far cadere un governo ma non ad assumersi le responsabilità del governo, la dimostrazione che i nuovi politici italiani non sono molto meglio dei vecchi, non immuni dalla corruzione, non meno inefficaci e non meno impopolari».

La difesa di una “sindaca” alle corde

Un’accusa pesante. Ma lei, la sindaca-fantasma, torna a ripetere sempre lo stesso ritornello: «Noi abbiamo dovuto scavare un grande buco, le fondamenta: prima di costruire le mura di una casa, devi scavare a fondo le fondamenta. Ma adesso stiamo costruendo le mura». In verità la Raggi non ha mai iniziato i lavori. Non è riuscita nemmeno a completare la squadra degli assessori, caso più unico che raro. E le mura, senza gli operai e senza chi li dirige, non verranno costruite mai.