Vietato criticare “Bella ciao”: il candidato azzurro tolto dalla lista

Non è bastato spiegare che l’ipotesi di far cantare Faccetta nera era una «iperbole», né è servito scusarsi con chi, avendo creduto a una sbagliata interpretazione del suo post, si era sentito offeso dalla provocazione. Otello Ruggeri, il candidato di Forza Italia al consiglio comunale di Sesto San Giovanni, che aveva criticato la scelta di far cantare ai bambini Bella ciao davanti alla caserma Montello, in occasione della giornata dei migranti, è stato di fatto epurato.     

Ruggeri cancellato dalle liste di Forza Italia

Non solo, a quanto pare, dal partito non si sono presi la briga di avvertirlo della decisione. Non l’ha fatto certamente il candidato a sindaco del centodestra, Roberto Di Stefano, che invece deve aver avvertito il Pd. Della cancellazione dalla lista dei candidati, infatti, Ruggeri l’ha appreso proprio dal segretario dem di Sesto, Marco Esposito. O, meglio, lo ha appreso da un post di Esposito. «Ringraziamo il candidato sindaco del centrodestra Roberto Di Stefano per aver deciso di non candidare più il signor Ruggeri e siamo contenti per le parole di condanna della stessa Gelmini», ha scritto Esposito, che aveva aperto il suo post dicendo che «non è nel nostro stile fare campagne diffamatorie. Non lo abbiamo mai fatto né lo faremo».     

Nessuna comunicazione dal candidato a sindaco

Certo è che la grancassa suonata dal Pd ha funzionato, portando all’esclusione di Ruggeri dalle liste di Forza Italia. E a chiarire che ciò è avvenuto senza che lui ne venisse informato è stato lo stesso ex candidato azzurro: «Si è dimenticato di avvisarmi», ha scritto in un commento al post Ruggeri, riferendosi a Di Stefano. «Ora, per correttezza verso il partito, in attesa di chiarimenti rimuoverò la pagina (aperta per la candidatura, ndr). Lo scrivo perché non vorrei pensaste sia a causa del vostro post», ha proseguito Ruggeri. «Stia tranquillo, non lo pensiamo. La realtà sta superando la fantasia», ha replicato un follower del segretario Pd, al quale Ruggeri ha spiegato che questo accade «anche dal mio punto di vista, dato che ho ampiamente spiegato di non avere inteso dire quanto mi è stato attribuito». 

Il post su “Bella ciao” e “Faccetta nera”

Ma per chiarire fino in fondo lo stupore e l’amarezza di Ruggeri vale la pena leggere anche il comunicato stampa che aveva diffuso subito dopo l’esplosione dello “scandalo” per quella battuta sul fatto che «a parte l’indegnità di strumentalizzare dei bambini per scopi politici, non trovate che questa strofa rappresenti meglio l’immagine di uno straniero che guarda al nostro Paese con speranza: “Seduta all’altipiano guardi il mare, moretta che sei schiava fra le schiave, vedrai come per sogno tante navi e un Tricolor sventolar per te?”».

Il chiarimento subito dopo l’esplosione del caso

«Mi stupisce lo scalpore suscitato dal mio post sui bambini cui è stata fatta cantare Bella ciao davanti alla Caserma Montello. Non era certo mia intenzione – aveva chiarito Ruggeri – suggerire fosse fatta cantare loro Faccetta nera, bensì enfatizzare l’errore commesso, contrapponendo ad esso un atteggiamento esattamente contrario. Una “iperbole” insomma, cosa di cui probabilmente molti a sinistra non conoscono l’esistenza». «Che non si trattasse di un affermazione, avrebbe dovuto suggerirlo loro anche il punto interrogativo posto al termine della frase, ma evidentemente non hanno colto. Non sta però a me – si leggeva ancora nel comunicato di Ruggeri – sopperire alle loro carenze lessicali, hanno validi maestri fra le loro file, chiedano un consulto. Mi scuso per quanti potessero essersi sentiti offesi dal mio post, ma ad essere offensivo – era la conclusione – non era il suo contenuto, ma l’errata interpretazione che ne è stata data».