Vienna non ne può più di clandestini. L’Ue minaccia serie conseguenze

L’Unione europea è furente con Vienna, il cui cancelliere Christian Kern (socialdemocratico) ha annunciato che scriverà quanto prima una lettera a Bruxelles in cui spiegherà che l’Austria intende disapplicare il piano di ricollocamento dei migranti. Apriti cielo: “Nessun Paese dell’Unione Europea, naturalmente, può decidere di ritirarsi unilateralmente dalle decisioni del Consiglio; può decidere di agire al di fuori della legge, cosa che troveremmo profondamente spiacevole e non priva di conseguenze”. Così infatti la portavoce della Commissione Europea per le politiche migratorie Natasha Bertaud commenta, a Bruxelles durante il briefing con la stampa, la querelle scoppiata in Austria sui ricollocamenti di rifugiati da Italia e Grecia, decisi dal Consiglio.

La Ue ribadisce gli obblighi dei membri

 “Da quello che capiamo – continua la Bertaud – c’è un dibattito in Austria in cui la Commissione non è coinvolta. Nel frattempo la nostra posizione sugli obblighi degli Stati membri di rispettare i loro impegni sui ricollocamenti è chiara: la politica europea sulle migrazioni si fonda sulla solidarietà e i ricollocamenti ne sono un elemento assolutamente essenziale”. “È vero – prosegue la portavoce – che l’Austria aveva già accolto un numero molto grande di rifugiati negli anni precedenti e che in ragione di questo l’Austria aveva beneficiato di un’esenzione temporanea dalle decisioni sui ricollocamenti. L’esenzione è scaduta, cosa che significa che ci aspettiamo che l’Austria rispetti il suo obbligo, a norma delle decisioni del Consiglio, di iniziare con i ricollocamenti”. Kern afferma che Vienna “di certo non cercherà un procedimento di infrazione con Bruxelles”. “Gli impegni, presi a livello europeo, di per sé vanno rispettati per il bene della comunità”, ha detto Kern, ricordando però il numero di migranti e profughi che attualmente comunque soggiornano già in Austria.