Video hard di Tiziana Cantone: chiesto il processo per il fidanzato

Arrivano dalla Procura di Napoli clamorosi sviluppi sul suicidio di Tiziana Cantone. Il pm Alessandro Milita, al termine dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli, ha chiesto il giudizio immediato nei confronti di Sergio Di Palo, il fidanzato della ragazza morta suicida in seguito alla diffusione dei sei video hard.

I reati ipotizzati per il fidanzato di Tiziana Cantone: calunnia e falsa denuncia

I reati ipotizzati sono calunnia e falsa denuncia. Di Palo (che ha negato) li avrebbe commessi in concorso con la stessa Tiziana. La 31ennemorta suicida a Mugnano aveva denunciato cinque persone, indicandole come probabili responsabili della diffusione in Rete dei video. In realtà, secondo gli inquirenti, la diffusione dei video è stata effettuata dal telefonino della Cantone con la collaborazione dello stesso fidanzato. Da qui anche la denuncia (rivelatasi poi falsa) dello smarrimento dell’Iphone di Tiziana. Secondo la Procura di Napoli la denuncia era stata presentata alla polizia dalla Cantone allo scopo di impedire che si accertasse che l’invio dei video ad una chat privata fosse stata effettuata dallo stesso telefonino.

Tiziana Cantone: era un gioco hard col fidanzato

Una versione che va ad accreditare quanto dichiarato fin dal primo momento dalla madre di Tiziana Cantone. «Tutto accadde poco prima delle vacanze natalizie dello scorso anno – ha raccontato Maria Teresa Giglio, madre della giovane suicida – Una notte Tiziana bussò a casa. Era ubriaca, sconvolta come non mai. Mi chiese di dormire da noi. Mi disse tra le lacrime che aveva litigato con il suo fidanzato. Mi raccontò che avevano fatto alcuni giochetti, e che tutto era stato ripreso con una videocamera o un telefonino. I video erano finiti in rete: subito erano diventati virali». Ma c’è di più. C’è molto di peggio dietro quel legame pericoloso. «Tiziana – racconta la madre – mi confidò che il fidanzato l’aveva costretta a girare questi video con altri partner in più occasioni, perché provava piacere. L’unica concessione, consisteva nel fatto che Tiziana potesse scegliere il partner. Insomma – si dispera la donna – quest’uomo provava piacere a sapere mia figlia con un altro, e provava piacere nel guardare i video. Lui sapeva tutto». L’uomo sapeva anche di quel video «che tanto ha fatto del male a mia figlia, il suo ex ne era conoscenza».

Istigazione al suicidio  di Tiziana Cantone: è in piedi un’altra indagine

Sulla richiesta di giudizio immediato dovrà pronunciarsi il gip al quale sono stati trasmessi gli atti. Il procuratore aggiunto Fausto Zuccarelli, titolare dell’indagine, aveva precedentemente chiesto l’archiviazione per i 4 indicati come responsabili della diffusione di foto e video sul web, accuse secondo la Procura rivelatesi infondate. Una seconda indagine è in corso da parte della Procura di Napoli Nord ad Aversa (Caserta), competente per il territorio di Mugnano, contro ignoti per istigazione al suicidio.

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