Un manifesto contro l’utero in affitto scatena le ire di gay e lesbiche

Ecco come trasformare dei manifesti contro l’utero in affitto in un pretesto per chiederne, invece, a gran voce la legge che lo consenta. Così, dietro la maschera della “provocazione fascista”, Gay Center e ArciLesbica Roma hanno diffuso una nota. Le cose sono andate così: “Nella notte l’organizzazione Azione Frontale ha attaccato manifesti omofobi davanti alla sede del Gay Center. Sui manifesti si possono vedere immagini di donne raffigurate come macchine atte esclusivamente alla riproduzione sotto cui si legge ‘Vergogna, questo è il vostro futuro“, si legge in una nota del Gay Center. Che così prosegue: “Siamo all’ennesimo atto aggressivo verso la nostra associazione da parte di gruppi di estrema destra” dichiara il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo. “Questa volta un’azione che cade nella giornata della donna in cui siamo impegnati anche nelle iniziative e nella manifestazione a Roma. Questi manifesti vogliono trasmettere odio verso i gay e un’idea negativa della donna che non appartiene alla nostra comunità”. Il contenuto del manifesto sembra in realtà, secondo la ricostruzione delle agenzie, non un attacco alle coppie gay, ma un attacco a chi vuole legalizzare l’utero in affitto per consentire alle coppie gay di “comprare” figli grazie all’ausilio di un utero “affittato” da  donne – queste sì schiavizzate-. 

Il vero obbiettivo: l’utero in affitto

Anche la presidente di ArciLesbica Roma, Lucia Caponera interviene: «Rispediamo al mittente le frasi che hanno soltanto un significato: omofobia». Poi legendo tra le righe, si capisce dove vogliono andare a parare, altro che antifascismo! «Crediamo che la genitorialità sia cura verso i figli e che si debba procedere verso questa consapevolezza, allontanando la spettro reazionario di chi si nasconde dietro queste affermazioni. Chiediamo al Parlamento un intervento sul tema della genitorialità per le coppie formate da persone dello stesso sesso e le donne single. Una riforma sulle adozioni, sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita, senza tralasciare il tema della gestazione per altri». Ecco svelato  l’arcano: il “sancta sanctorum” di tutte le rivendicazioni: si scrive “gestazione per altri” ma si pronuncia utero in affitto. L’incriminato manifesto “fascista” è solo un paravento per tornare a richiedere a gran voce una modalità di procreazione a tutti i costi che ridurrebbe le donna a macchine riproduttive.