Un anno fa gli attentati in Belgio: Bruxelles si ferma in ricordo di quell’orrore

Attentati in Belgio, Bruxelles si ferma per ricordare l’orrore vissuto un anno fa e per rendere omaggio alla memoria delle 32 vittime delle stragi che hanno insanguinato i suoi luoghi nevralgici, le sue strade, la sua tranquilla quotidianità. E allora, cerimonie con un minuto di silenzio sono previste un po’ ovunque e, soprattutto, nei siti tristemente noti dei due attentati kamikaze: all’aeroporto di Zaventem e nella stazione della metropolitana di Maelbeek

Attentati in Belgio, Bruxelles si ferma per ricordare le stragi

Dunque, ad un anno esatto dagli attentati più gravi della sua storia, il Belgio ricorda oggi le vittime degli attacchi terroristici rivendicati dall’Isis nell’aeroporto e alla metropolitana di Bruxelles. Il cerimoniale del ricordo prevede un momento di silenzio nell’ora esatta delle esplosioni e l’inaugurazione di un monumento in ricordo dei 32 morti e gli oltre 300 feriti. Re Filippo e la regina Matilde parteciperanno alle cerimonie assieme ai familiari delle vittime. E allora, il primo momento di silenzio è stato osservato alle 07.58 all’aeroporto di Zaventem, mentre alle 9.11 è stato il turno della stazione della metropolitana di Maelbeek.

Cerimonie ovunque: in memoria delle vittime di quell’orrore

E sempre alle 9.11 si sono fermati tutti i mezzi pubblici di Bruxelles. Il personale a bordo ha fatto un minuto di rumore, a cui i passeggeri sono stati invitati a unirsi con degli applausi. Il monumento alle vittime, invece, è stato inaugurato a rue de la Loi, vicino alla sede delle principali istituzioni europee. E non è ancora tutto: a partire da mezzogiorno una manifestazione di ricordo nella piazza della Borsa, dove gli abitanti di Bruxelles si riunirono per manifestare il loro cordoglio dopo gli attentati, stigmatizzerà per sempre l’orrore di quel giorno, il dolore perenne e la paura inestirpabile. Impossibile, infatti, dimenticare il boato improvviso delle esplosioni, l’eco ininterrotto delle sirene, il fumo, il sangue, le urla, il panico. Prima due kamikaze nella hall dell’aeroporto, subito dopo una bomba nella stazione della metropolitana cittadina esplosa nell’ora di punta: l’Europa è colpita al cuore, e l’arteria pulsante del Belgio sanguina come mai prima d’ora.