Ultimatum della Lega Araba a Israele e palestinesi: ora basta, è tempo di pace

La “pace è una opzione strategica” per il mondo arabo: i leader riuniti in Giordania per il vertice della Lega Araba confermano l’iniziativa di pace araba di Beirut del 2002 e quindi la soluzione dei due Stati per la questione israelo-palestinese. I Paesi della Lega araba si dicono pronti a una “riconciliazione storica” con Israele a condizione del ritiro dello Stato ebraico entro i confini del 1967. La dichiarazione finale del summit sottolinea l’impegno a sostenere colloqui di pace israelo-palestinesi se sarà garantita la creazione di uno Stato palestinese e a patto che cessino “misure unilaterali da parte di Israele, che compromettono la soluzione dei due Stati”. E dopo il piano Usa per spostare a Gerusalemme l’ambasciata in Israele, i leader arabi riuniti a Sweimeh, località giordana sul Mar Morto, invitano le diplomazie a non trasferire le ambasciate da Tel Aviv.

La Lega Araba fa pressione sulle parti

“Il vertice si è concluso con un messaggio di pace”, ha commentato il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi. Nel suo intervento al 28esimo summit dell’organizzazione panaraba, re Abdullah II di Giordania ha sottolineato come “non ci sarà pace né stabilità” in Medio Oriente senza uno stato palestinese nel quadro della soluzione dei due Stati. “La soluzione dei due Stati è l’unica strada per garantire che palestinesi e israeliani possano realizzare le loro aspirazioni nazionali e vivere in pace, in sicurezza, con dignità. Non c’è un piano B”, ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, che ha ribadito l’importanza di “fermare tutte le azioni unilaterali che possono compromettere la soluzione dei due stati”. “Condividiamo la responsabilità di lavorare insieme per la pace, ancora di più. E durante il suo intervento al summit il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, ha confermato che incontrerà il presidente Usa a Washington ad aprile: “Siamo pronti e disposti – ha detto – a cooperare con Donald Trump per raggiungere una pace giusta e sostenibile, basata sui principi della comunità internazionale”.