Tumori, un libro smonta le cure senza farmaci. «Ispirato dalle bufale dei grillini»

Non solo il tam tam contro i vaccini. In certi messaggi propagati in rete anche le cure contro i tumori vengono ridotte a manipolazione di “Big pharma”, con conseguenze drammatiche. Una realtà finita al centro del libro Dossier Hamer – Inchiesta su una tragica promessa di cura contro il cancro (Mondadori), firmato dal giornalista Ilario D’Amato, che ha deciso di indagare sul fenomeno dopo aver letto le tesi complottiste proposte in un forum del Meet up nazionale di Beppe Grillo. 

Sui tumori le tesi complottiste nel forum grillino

«Tutto è nato nel 2016, quando nel forum del MeetUp nazionale di Beppe Grillo mi sono imbattuto in una discussione su Hamer e la sua Nuova medicina germanica», ha spiegato D’Amato, parlando di «una discussione che aveva decine di migliaia di risposte, seguitissima, e che era costantemente in prima pagina». Ryke Geerd Hamer è il medico tedesco, radiato dalla professione e condannato per i suoi metodi, che si è fatto guru delle “cure” senza farmaci anche per malattie come i tumori. La base delle sue teorie è che ogni malattia sia legata a fattori psicologici, cancro compreso. Nel forum «Hamer veniva presentato come un genio, ostacolato da vari “poteri occulti”, capace di guarire chiunque da qualunque malattia». «Ho cominciato ad indagare – ha proseguito D’Amato – e ho scoperto un mondo capovolto, oscuro: chi seguiva Hamer moriva, inevitabilmente, ma in Italia i suoi seguaci continuavano a diffondere aneddoti non verificati e palesi falsità sul suo conto, dipingendolo come un santo».

Il libro di D’Amato contro le bufale scientifiche in rete

Nel suo libro, da oggi in libreria, D’Amato illustra le teorie di Hamer, investiga il fenomeno degli hameriani in Italia (i seguaci del medico) e racconta le storie drammatiche di pazienti che hanno pagato con la vita la scelta di questo “metodo alternativo”. Fra loro anche Eleonora Bottaro, morta l’anno scorso, a 18 anni a causa di una leucemia, dopo che i genitori, con il suo assenso, si erano affidati a “cure” alternative, rifiutando la chemioterapia proposta dei medici. A lei e alle altre vittime è dedicato il volume, che vuole essere anche uno strumento contro le pericolose bufale scientifiche in rete. Una battaglia non facile, ha spiegato D’Amato, perché «bisogna agire sul lato culturale, spiegare a tutti come funziona il metodo scientifico, quali sono i limiti della scienza, ma anche i suoi grandi successi». «Spero che questo libro – ha concluso il giornalista – possa aprire un dibattito serio, ampio, documentato, sulla Nuova medicina germanica e su come, come giornalisti e come società intera, possiamo evitare il ciclico diffondersi di false, facili ma tragiche speranze».