Trasporti in tilt, il “Tir day” dà il via alle proteste: ecco cosa ci aspetta (video)

 

Tutti in fila, a passo d’uomo, lungo le arterie di tutta Italia, che naturalmente sono in tilt: è in corso il Tir day. Il governo ha datto indignare tutte le categorie, nessuna esclusa, mandando in piazza a protestare un’altra categoria, creando disagi a catena. E la settimana che si presenta conoscerà tutta una serie di disagi nel trasporto urbano, extraurbano e aereo. Peggio di così. Tutti gli autotrasportatori aderenti a Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci) si stanno mobilitando per protestare contro le mancate risposte ai problemi irrisolti del settore. Le iniziative del ‘Tir Day’ coinvolgono al momento 18 città  e 11 regioni, e si procede con cortei di camion, conferenze stampa, sit in davanti alle sedi della Motorizzazione Civile e delle Prefetture, incontri con Parlamentari ed esponenti delle istituzioni. 

Tir incolonnati: «Il governo non ci risponde sulla sicurezza»

“Questa mattina siamo stati in Prefettura – spiega Aldo Caranta, Presidente di Confartigianato Piemonte Trasporti ai siti locali– affinché faccia da tramite con il governo e spieghi la situazione dei nostri autotrasportatori per avere risposte alle tante questioni rimaste in sospeso. A cominciare dalla determinazione mensile dei costi indicativi di esercizio e dalle iniziative contro la concorrenza sleale e l’abusivismo dei vettori esteri per garantire trasparenza e regolarità nel mercato.” Dal Piemonte alla Lombardia, dove la manifestazione sta coinvolgendo tutte le aree della provincia di Brescia: dalla Valcamonica alla Valsabbia; dalla Valtrompia alla Bassa Bresciana, fino a lambire il centro della città con il concentramento dei mezzi  nell’area Motorizzazione Civile di Brescia, in via Grandi, dove si terrà un incontro tra i rappresentanti della categoria e della pubblica amministrazione. Al centro della protesta cinque temi cruciali per la categoria: la questione «costi minimi» dei servizi d’autotrasporto, «inopinatamente» aboliti dal governo e che il comparto vorrebbe ristabilire per garantire una «sicurezza stradale e sociale». Gli autotrasportarori chiedono poi l’intervento del governo a garanzia di «trasparenza e regolarità» contro la piaga dell’abusivismo e norme antidumping per fronteggiare la concorrenza sleale (spesso sotto forma di burocrazia asfissiante) di alcuni Paesi. 

La prossima settimana sarà  una “via crucis”

Dai tir, agli aerei, ai tassisti. Insomma, il governo non ne azzecca una, non riesce a trovare un feeling con alcuna categoria cruciale per il trasporto. Tra proteste e scioperi si preannunciano giorni complicati per chi si dovrà spostare nel nostro paese con un assaggio di ‘primavera calda’ sul fronte dei trasporti che prende il via oggi con il “Tir day” per continuare la prossima settimana. Si prevedono cortei di ‘camion lumaca’, conferenze stampa, sit in davanti alle sedi della Motorizzazione Civile e della Prefettura A Roma il corteo dei camion che arriverà e stazionerà alla sede Rai di Saxa Rubra. 

La mappa del disagio

Più complicata promette di essere la giornata di lunedì per chi dovrà spostarsi in aereo: fermo dalle 13 alle 17 per lo sciopero nazionale il personale operativo dell’Enav ed il personale amministrativo nelle ultime 4 ore del servizio, mentre la sigla sindacale CUB Trasporti (e per gli aeroporti di Milano anche il sindacato USB) ha proclamato un’intera giornata di sciopero. Alitalia ha già cancellato 40 voli tra nazionali ed internazionali. Sul fronte del trasporto aereo lo sciopero di lunedì sarà un assaggio: il 5 aprile infatti, per protestare contro i 2.000 tagli annunciati, si bloccheranno per 24 ore tutti i lavoratori di Alitalia. Giovedì infine, dopo il caos dei primi di marzo, tornano a protestare i tassisti, ancora una volta per chiedere regole stringenti su noleggi con conducente e Uber. La protesta però questa volta non è unitaria ed una serie di sigle preferiscono invece attendere gli sviluppi del tavolo tecnico del governo che sta definendo le nuove regole.