Torino, la Appendino taglia i fondi alle scuole cattoliche. Insorge la Curia

Non è una storia di politica tipica della Bassa Reggiana, quella – per intenderci – così cara a Giovannino Guareschi, ma è comune una storia di picche e ripicche tra preti e sindaci, anzi tra preti e sindaca, quella di Torino, quella Chiara Appendino, assurta a simbolo dell’orgoglio grillino più per demeriti di Virginia Raggi che per meriti propri. Il clero di Torino non condivide però lo stesso entusiasmo per le performance amministrative del primo cittadino.

Agli istituti paritari il 25% in meno

E non poteva che essere così dal momento che la Appendino ha pensato bene di far quadrare il bilancio comunale di previsione per il 2017 con una tremenda sforbiciata che ha ridotto di ben il 25 per cento i contributi per le scuole paritarie. Solitamente i parroci usano comprensione e misericordia con tutti, a maggior ragione ora sotto Papa Francesco, ma un taglio così impietoso non poteva passare sotto silenzio. Tanto più che tra scuole cattoliche e scuole ebraiche, anch’esse penalizzate dalla manovra di bilancio, sono ben 57 gli istituti che a Torino garantiscono un servizio pubblico ad oltre 5mila alunni e relative famiglie, con cinquecento tra docenti e personale. Si tratta di diritti e fabbisogni che il Comune difficilmente non riuscirebbe ad offrire ai cittadini senza l’applicazione – virtuosa in questo caso – del principio di sussidiarietà.

Lettera dell’arcivescovo alla Appendino: «Ingiusto»

Forti di questi numeri, i parroci non potevano restare a guardare e in 14, guidati dall’arcivescovo Cesare Nosiglia, hanno indirizzato una lettera aperta alla Appendino per protestare contro quei tagli «ingiusti e discriminatori» e per chiederle di ripristinare  «per lo meno la somma degli scorsi anni». Una richiesta non esosa, soprattutto considerando le promesse della Appendino in campagna elettorale: «Lei – si legge nella missiva dei parroci – aveva esplicitamente promesso che il welfare e le scuole non sarebbero stati oggetto di tagli rispetto alle risorse stanziate gli scorsi anni – sottolineano i parroci – invece il taglio è stato deciso, e in modo pesante, solo per le scuole paritarie cattoliche ed ebraiche della città».