Il terzo “Siria-round” sulla pace si terrà a metà marzo ad Astana

Un nuovo round di colloqui sulla crisi siriana dovrebbe tenersi ad Astana, in Kazakistan, il 14 e 15 marzo. “I Paesi garanti continuano con le consultazioni sul calendario dei colloqui che, al momento, sono previsti per il 14 e 15 marzo”, ha detto il ministro degli Esteri del Kazakistan, Kairat Abdrakhmanov, precisando che sono in fase di definizione il formato e il livello dei colloqui. Astana ha già ospitato a gennaio (23-24) e febbraio (15-16) due round di negoziati tra Damasco e rappresentanti dei gruppi dell’opposizione armata siriana su iniziativa di Russia, Turchia e Iran.

Siria, l’esercito riconquista Palmira

Intanto si apprende che un soldato russo è stato ucciso la scorsa settimana vicino a Palmira, ha confermato il ministero della Difesa di Mosca. La morte è avvenuta giovedì, quando un gruppo di jihadisti dell‘Isis ha cercato di assaltare le postazioni delle forze siriane dove in quel momento si trovavano consiglieri militari russi che il soldato proteggeva. L’esercito di Damasco ha riconquistato dal sedicente Stato Islamico il controllo dell’oleodotto di Jazel, che si trova a ovest della città storica di Palmira nella Siria centrale. Lo ha reso noto una fonte militare alla Xinhua. Il 2 marzo l’esercito siriano aveva annunciato di aver riconquistato completamente la città di Palmira, che per il suo sito archeologico è stata nominata dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Palmira era stata conquistata dall’Isis nel maggio del 2015 e nel marzo del 2016 le forze di Assad erano riuscite a riconquistarla. I jihadisti erano però riusciti a riconquistarla lo scorso dicembre. Inoltre le Forze democratiche della Siria sostenute da caccia della coalizione internazionale a guida Usa hanno tagliato il collegamento esistente tra la città di Raqqa, roccaforte del sedicente Stato Islamico nel nord della Siria, e la provincia di Deir Ezzor. Una fonte militare dell’alleanza curdo-araba ha poi aggiunto che ora Raqqa è isolata, dal momento che sono state interrotte tutte le vie di collegamento alla città e l’unica rimanente è a sud, lungo il fiume Eufrate.