Terroristi infettati da virus mortali: ecco gli untori, l’ultima follia dell’Isis

L’Isis starebbe pianificando l’impiego di untori, persone infette, kamikaze che al posto degli ordigni esplosivi covino nel proprio organismo bombe batteriologiche. Un modo per contagiare quante più persone possibili con virus mortali. La nuova folle declinazione dei “martiri di Allah” evoca gli untori della peste manzoniana ed è stata paventata dal quotidiano Le Figaro. Il giornale cita un Rapporto del Segretario generale della Difesa e della Sicurezza nazionale.

A Parigi furto batteriologico sospetto: la pista degli untori

«I terroristi cercano attivamente di dotarsi di mezzi nucleari, biologici o chimici per accreditare l’idea che dispongano di armi di distruzione di massa», rivela il quotidiano francese. Tra le varie minacce ci sarebbe anche quella di usare kamikaze infetti di malattie contagiose. E in questa direzione preoccupa un furto batteriologico, non ancora chiarito, «in un ospedale di Parigi nel maggio scorso».

Non solo untori: l’Isis punta sull’informatica

Nel rapporto sono elencati tutti i potenziali pericoli a cui è esposta la Francia da oggi fino al 2030. La vera minaccia è il terrorismo tecnologico. Secondo questo rapporto che si è procurato Le Figaro, «la nostra società potrebbe subire altri attacchi terroristici dalla parte di nuovi soggetti radicali». Anche perché, si ricorda, che «numerosi ingegneri e informatici fanno parte dell’ultima ondata di combattenti partiti per raggiungere l’Isis».

Gli untori arriverebbero in Europa col virus in incubazione

Lo studio segnala, tra le varie possibilità, oltre ad una bomba sporca o a un attacco chimico, anche come «un candidato al martirio potrebbe essere infetto da una o più malattie contagiose e passare i controlli sanitari alla frontiera senza difficoltà nel periodo di incubazione».