Terremoto, l’Italia ha chiesto gli aiuti all’Europa con tre mesi di ritardo

“Il governo italiano ha atteso quasi tre mesi dalle prime scosse del centro Italia per chiedere all’Europa un aiuto per i terremotati. La richiesta è stata pure contestata da Bruxelles, perché ritenuta ‘incompleta’. E dopo la valanga di Rigopiano c’è voluto un altro mese perché l’esecutivo integrasse le richieste di sostegno”. Ritardi inaccettabili, denunciati dall’europarlamentare della Lega Lorenzo Fontana, che ha citato la risposta del commissario europeo per la politica regionale, Corina Cretu, ad una sua interrogazione.

“L’Italia ha presentato una domanda di sostegno a titolo del Fondo di solidarietà dell’Unione europea (Fsue) in data 16 novembre 2016 – scrive Cretu- circa tre mesi dopo i primi eventi sismici, del 24 agosto 2016. ‘l fascicolo relativo alla domanda non era tuttavia completo, aggiunge il commissario europeo, spiegando che ‘sulla scorta di una valutazione preliminare della domanda, il 9 dicembre 2016 la Commissione ha erogato a favore dell’Italia un anticipo di 30 milioni di euro. Il 15 febbraio 2017 l’Italia ha trasmesso una domanda aggiornata, riferendosi alla serie di terremoti che ha colpito l’Italia centrale e alle avverse condizioni invernali che hanno aggravato la situazione”.

“L’emergenza sismica – denuncia Fontana-  avrebbe richiesto una risposta di emergenza e invece, come al solito, i tempi della burocrazia non sono sincronizzati con i drammi del Paese reale. Se da parte del governo si sono registrate gravi lacune nell’affrontare l’emergenza -e anche i ritardi nella consegna delle casette ne sono un esempio lampante- da parte dell’Ue la prima risposta, i 30 milioni di euro citati, è stata sicuramente insufficiente. Ci auguriamo che nella delicata fase della ricostruzione le attenzioni di esecutivo ed Europa siano più puntuali, i terremotati hanno atteso fin troppo”.