Dopo il terremoto, la burocrazia. Che ostacola la ricostruzione ad Accumoli

Prima del terremoto aveva una trentina di dipendenti. Poi, Gianfranco Castelli, ex-presidente di Unindustria Rieti, ha aumentato, quasi raddoppiato, i suoi collaboratori per far fronte alla domanda di prodotti tipici del territorio, soprattutto prosciutti e guanciale, che produce la sua azienda, il salumificio Sa.No. di Accumoli danneggiato dal sisma. Tanto da divenire uno dei simboli della ricostruzione, della voglia di combattere e di non mollare, di non cedere né alla paura né allo scoramento.

Ma ora, a distanza di 5 mesi da quella scossa che ha polverizzato paesini del centro Italia come Amatrice e Accumoli devastando il tessuto sociale, Gianfranco Castelli punta il dito contro la burocrazia. Che, dice, sta frenando la ricostruzione. «Noi abbiamo avuto qualcosa come 3 milioni di euro di danni. Nonostante tutto, non ci siamo mai fermati nella produzione e, dopo aver presentato la domanda di aiuto per la ricostruzione, abbiamo iniziato i lavori. Ma adesso stiamo pensando seriamente di fermarli, non ne possiamo più della burocrazia».

E’ uno sfogo amaro quello di Castelli. Che spiega così cosa sta succedendo: «Abbiamo avuto danni – spiega – a uno dei sistemi di stagionatura. E oggi abbiamo centinaia e centinaia di prosciutti che rischiano di andar buttati proprio perchè va obbligatoriamente fatto questo passaggio e non lo possiamo fare perchè l’impianto ha subito questi danni».

«Noi – ribadisce Castelli – ci stiamo scontrando con il burocrate di turno che non capisce la situazione di emergenza che si sta vivendo nel nostro territorio».
Per l’imprenditore «serve uno sforzo perché questi freni della burocrazia, che non dovrebbero esserci in nessuna situazione, rischiano di bloccare la ripartenza del nostro territorio, non solo della nostra azienda».

E a Vasco Errani, fortemente voluto da Renzi come commissario per la ricostruzione, che in queste ore ha annunciato la definizione del decreto e del bonus fiscale per le imprese delle zone terremotate, l’imprenditore di Accumoli replica senza mezzi termini: «è da tempo che si annuncia questo decreto: vogliamo vedere cosa c’è scritto, prima di giudicare. Di certo, qui c’è bisogno di un intervento molto forte a favore delle imprese e del lavoro. Si deve capire che dal 24 agosto questo territorio non è più come prima e va sostenuto».

A Castelli, già presidente di Unindustria Rieti, «non sono piaciute le ipotesi circolate intorno al decreto: chi parla di un aiuto di due anni, chi dice che sarà riservato alle micro-imprese. Quello che, a nostro parere, deve essere chiaro – avverte – è che chi è rimasto qui difficilmente vedrà utili in questi anni, e chi verrà a investire non lo farà nel giro di appena due anni. Per questo motivo, credo che sia necessario che ci sia un intervento forte, se si vuole davvero far riprendere l’economia di questo territorio». Un territorio profondamente ferito dal terremoto. E ora anche ostacolato dalla burocrazia.